Madagascar: viaggio alla ricerca di lemuri e balene

Il Madagascar è uno stato africano situato al largo del Mozambico. E’ la quarta isola più grande del mondo e, grazie all’ isolamento dal resto del continente africano, ha mantenuto un ricchissimo patrimonio ecologico, sia faunistico che di vegetazione. E’ un paese ancora molto lontano dai circuiti del turismo di massa, ad eccezione forse dell’ arcipelago di Nosy Be. Consente quindi di entrare davvero nella vita reale della popolazione. Per dare qualche numero, nel 2016 i turisti sono stati meno di 300.000, con la previsione di arrivare a mezzo milione nel 2018.

Ho avuto l’ opportunità di vistare questo Paese magnifico nell’ agosto del 2009 con un viaggio “organizzato” da Avventure nel Mondo della durata di 3 settimane.

Prima di raccontare il nostro itinerario, qualche indicazione utile:

  • Il clima è molto variegato. La stagione delle piogge va da settembre a marzo, tranne nel sud-ovest che è sempre secco, mentre quasi ovunque c’è una stagione secca che va da aprile a settembre, tranne sulla costa est dove piove tutto l’anno. Le piogge arrivano sotto forma di rovesci soprattutto pomeridiani, quindi in realtà anche nei mesi piovosi ci sono generalmente mattinate soleggiate. Indicativamente il periodo migliore per recarsi in Madagascar è la nostra estate. Detto questo, tenete presente che anche in agosto sull’ altopiano centrale può fare molto fresco.
  • Le strade sono estremamente dissestate e i mezzi di trasporto spesso molto usurati. Non è infrequente rimanere bloccati nel tentativo di aggirare una voragine o per una gomma bucata o un guasto al motore. Tenetelo presente nel calcolare eventuali tempi di percorrenza che sono sempre molto aleatori.
  • E’ un paese molto povero. Nel 2009 era al quart’ultimo posto della classifica mondiale per il reddito pro-capite. Non sempre vi sono minimarket, quindi meglio partire da casa con tutto l’ occorrente per trascorrere una vacanza tranquilla (mi riferisco ad esempio a prodotti da bagno, farmaci, esigenze dietetiche particolari) e equipaggiare bene il bagaglio a mano, in caso di perdita del bagaglio da stiva: potreste stare diversi giorni senza incontrare negozi dove acquistare biancheria intima o vestiario (come è successo a me)
  • Alcuni oggetti possono essere particolarmente utili: un coltellino svizzero, una torcia elettrica, un adattatore per prese, calze alte e pantaloni lunghi, una custodia impermeabile per fotocamera e smartphone, un sacco-letto nel caso dobbiate alloggiare in hotel di categoria inferiore ai vostri standard. Altri sono totalmente inutili, ad esempio gioielli e orologi appariscenti, che vi renderebbero facile bersaglio degli scippatori.

Pronti? Si parte.

Da Antananarivo all’ Andasibe-Mantadia National Park

 

GIORNO 1: Arrivo ad Antananarivo all’alba con un volo via Parigi. Formalità, cambio denaro in valuta locale, noleggio minivan e trasferimento ad Andasibe (6h). La capitale si rivela da subito molto caotica e trafficata, è brutta e disordinata. Questi dettagli ci catapultano immediatamente in una realtà lontanissima da quella alla quale siamo abituati. La strada per raggiungere Andasibe corre circondata da foreste. Ogni tanto incrociamo qualche assembramento di capanne o piccoli villaggi. Abbiamo il piacere di imbatterci anche in una sagra di paese con le giostre. Ad Andasibe arriviamo a metà pomeriggio, raggiungiamo il nostro alloggio dove ci dividiamo nei vari chalet assegnatici, proprio sul confine con il Andasibe-Mantadia National Park. Alle 18,30 quando ormai è buio pesto partiamo con la guida per un safari alla caccia di animali notturni. Abbiamo la fortuna di vedere un lemure del genere Microcebus e il più piccolo camaleonte del mondo, il Brookesia micra. Rientriamo per cenare e pernottare al Feon’ ny Ala.

GIORNO 2: Alle 5,30 in punto partenza a bordo di fuoristrada per raggiungere i parchi Mantadia e Andasibe. Qui i sentieri sono davvero impervi e, nonostante la pioggia torrenziale, siamo costretti a scendere dalla jeep per permettere all’ autista di guadare una pozzanghera enorme e profonda. Fortunatamente quando arriviamo a destinazione il meteo è leggermente migliorato, anche se continua a piovere. Vaghiamo nella foresta seguendo le indicazioni della nostra guida, e grazie a lui individuiamo lemuri del bambù e altri piccoli animali. Il secondo parco, l’ Andasibe, è famoso per essere l’ unico che ospita il lemure Indri indri, il più grande del genere e con la particolarità di essere privo della coda. Emette un verso di richiamo particolarissimo e distintivo. La guida lo riconosce fra i mille rumori delle foresta, e finalmente volgiamo lo sguardo all’ insù: in cima agli alberi ve ne sono diversi esemplari, insieme ad altri lemuri Sifaka dalla testa coronata. E’ un momento davvero emozionante! Infatti l’ unico modo per vedere Indri indri è venire qui, in questa foresta. Nessun animale sopravvive in cattività. Alle 12 circa torniamo al nostro minivan e partiamo per l’ altopiano centrale, in particolare per il villaggio di Ambositra, dove arriviamo in serata. Pernottiamo al Motel Violette. Il clima qui è freddo e umido.

Madagascar: Ambositra e l’ altopiano

GIORNO 3: Al mattino ci svegliamo e troviamo i vestiti praticamente bagnati a causa della grande umidità dell’ aria. Visitamo la Rova, ovvero l’ antico palazzo reale (che purtroppo è solo una ricostruzione, visto che fu distrutto nel 1881), fuori dalla città. Le campagne sono magnifiche, la terra rossa rende il verde dell’ erba ancora più brillante. Un gruppo di bambini ci segue per tutto il tragitto, sperando in una piccola elemosina. Ambositra è famosa anche per la lavorazione del legno, soprattutto palissandro. Visitiamo quindi una bottega dove un artigiano produce alcuni oggetti sotto i nostri occhi.

All’ ora di pranzo ripartiamo nuovamente, ci spingiamo ancora un po’ più a sud raggiungendo la cittadina di Sahambavy. Siamo nella zona della coltivazione del tè e lungo il tragitto dell’ unica ferrovia di tutto il Madagascar. Alloggiamo al Lac Hotel, un hotel in stile coloniale davvero molto affascinante. Dopo cena ci raccogliamo intorno al caminetto acceso, dove ci vengono offerti alcuni grandi prodotti di questa terra: il tè, aromatizzato con la loro vaniglia oppure con erba citronelle. Devo dire che ci sentiamo molto “esploratori”!

DSC_0295
Terrazzamenti ad Ambositra

GIORNO 4

Giornata speciale a bordo dell’ unico treno del Madagascar, ne parlo nel mio post Fianarantsoa Cote Est

 

Madagascar: Manakar e l’ oceano

GIORNO 5: Dopo una notte travagliata al Sidi Hotel di Manakar, ci dedichiamo alla vista del mercato di questo villaggio marittimo. La prima cosa che notiamo è che finalmente il clima assomiglia di più all’ estate, anche se si potrebbe fare di meglio, e la vista dell’ oceano ci ripaga della stanchezza accumulata in questi giorni. Ritroviamo qui il nostro minivan che oggi ci trasporta fino a Mananjari al Sorafa Hotel, che sorge davanti a un piccolo lago separato dall’ oceano da una manciata di metri. Ci concediamo un giro in piroga per rilassarci un po’. La particolarità di questo luogo è che da qui parte il Pangalanes, un canale artificiale costruito nel XX secolo per permettere gli scambi commerciali lungo la costa est del Paese. E’ interamente navigabile fino a Toamasina. Attraverso l’ agenzia Pangalanes Adventures noleggiamo una imbarcazione per navigare due giorni

Madagascar: navigazione lungo il Pangalanes

GIORNO 6: Carichiamo armi e bagagli sulla barca Bahgdad e partiamo. Siamo abbastanza fortuna con il tempo, le nuvole si alternano a momenti di sole che ci scaldano le ossa. Osserviamo la vita lungo il canale: sulle rive sorgono diversi villaggi di pescatori e commercianti. Passiamo la prima notte a Nosy Varika, un piccolo villaggio che ci è rimasto nel cuore per l’ allegria della gente. Veniamo accolti come principi, con danze e sorrisi a destra e manca. Siamo davvero felici e questo ci fa mettere da parte i piccoli inconvenienti, come l’ assenza di energia elettrica e acqua calda (sì, anche nel nostro albergo, il Petit Oasis Hotel)

GIORNO 7: La navigazione prosegue per tutto il giorno. Devo dire che due giorni sono anche troppi, il viaggio in barca può risultare un po’ noioso. Arriviamo finalmente a Manahoro per la notte. (Tropicana Hotel)

GIORNO 8: Anche una giornata senza programmi particolari è una giornata vissuta. Oggi ci spostiamo a nord per raggiungere una cittadina portuale. Non abbiamo programmi particolari, quindi decidiamo di fare una sosta a Tamatave per visitare una specie di piccolo zoo. Visitando i parchi nazionali con le guide è abbastanza semplice avvistare camaleonti, varie specie di lemuri e molta altra fauna, ma se doveste essere proprio sfortunati qui ci sono vari rappresentanti delle specie endemiche malgasce, e non solo. Personalmente preferisco rinunciare a vedere qualche animale.

 

Madagascar: l’isola di Sainte Marie

GIORNO 9: Oggi è un giorno importante! Ci trasferiamo all’ Ile Sainte Marie per alcuni giorni di relax (quasi) totale! L’ isoletta sorge a poche miglia dalla costa e noi attraversiamo questo braccio di mare con un aliscafo. Vediamo subito che il personale è estremamente attento alla sicurezza, e questo stride abbastanza con le abitudini malgasce…i bagagli vengono stivati sottocoperta e ognuno di noi indossa un salvagente. Poi veniamo fatti accomodare sui sedili e vengono distribuiti qua e là alcuni secchi…..io non sono un lupo di mare e ancora non capisco.

Partiamo. Bastano credo 10 minuti per renderci conto che, anche se si tratta di poche miglia, questo è oceano aperto!!! Onde altissime, impennate in verticale, sballottamenti a destra e a manca..ed ecco che entrano in scena i secchi. A quanto pare tutti soffrono di mal di mare e se li litigano per vomitarci dentro…uno spettacolo indecoroso! Ma ci pensa la natura a distrarci e a ricordarci uno dei motivi per cui siamo qui: una megattera salta completamente fuori dall’ acqua lasciandoci tutti a bocca aperta, un’ azione di pochi secondi che si scolpisce nei nostri ricordi. Finalmente tocchiamo la terraferma e con alcuni taxi raggiungiamo i nostri bungalow all’ Hotel Lakana

GIORNO 10: Oggi ci dedichiamo ad esplorare la parte di isola nelle vicinanze dei nostri bei bungalow . Con una passeggiata raggiungiamo una altura su cui sorge un piccolo faro. Qui si lavora la rafia e si coltivano pepe e caffè. Torniamo in spiaggia per raggiungere la deliziosa Ile au Nattes, separata da Sainte Marie da uno stretto ma profondo canale. Sarebbe una bella passeggiata se non ché ci facciamo convincere dai locali ad accompagnarci in piroga….uno strazio. La barca continua ad arenarsi vista la bassissima marea. Io e le mie due compagne di viaggio Sara e Cecilia vorremmo scendere e proseguire a piedi, ma veniamo praticamente tenute in ostaggio dal barcaiolo che teme di veder svanire il suo guadagno. Accondiscendiamo e rimaniamo sulla piroga fino ad arrivare finalmente alla piccola Ile au Nattes, dove ci concediamo un bel bagno.

GIORNO 11: Lo stretto che separa la Grand Ile da Saint Marie è famoso per essere il luogo prescelto dalle megattere per svezzare i loro cuccioli. Le balene trascorrono l’estate australe (dicembre-marzo) nei freddi mari del sud nutrendosi di krill e piccoli pesci. All’avvicinarsi dell’inverno, questi cetacei risalgono gradualmente verso le calde acque dei tropici, dove si accoppiano e danno alla luce i piccoli. In agosto è quindi molto facile incontrare queste creature magnifiche, e già ieri ne abbiamo avuto la prova. Quindi oggi è il giorno dell’ escursione whale watching in gommone. Indossiamo cerata e giubbotto salvagente, insacchettiamo le fotocamere e salpiamo. Dal gommone è molto semplice vedere le megattere, alcune emergono talmente vicino che potremmo toccarle. Nel silenzio dell’ oceano ascoltiamo i loro sbuffi e i gorgoglii dell’ acqua al loro immergersi.

DSC_0377

GIORNO 12: Continua l’ esplorazione dell’ Ile Sainte Marie, ci dirigiamo verso nord dove visitiamo una famosa attrazione: il cimitero dei pirati. Sembra che nel XVII secolo bande di pirati si nascondessero qui, da dove poi salpavano per intercettare le navi cariche di tesori che tornavano dalle Indie verso l’ Europa. Passiamo un po’ di tempo anche nella cittadina Ambodifototra, e ci sembra di essere tornati nella civiltà: dopo diversi giorni infatti vediamo qualche negozio. Non ve l’ ho detto, ma il mio bagaglio da stiva non è mai arrivato e da 12 giorni lavo ogni sera calzini e mutande! Qui finalmente posso acquistare un paio di magliette e cambiarmi!

GIORNO 13: Tanto per cambiare ci svegliamo all’ alba per raggiungere il piccolo aeroporto dell’ isola: un volo di due ore ci porta infatti ad Antananarivo , dove atterriamo verso le 9. La capitale si divide in città alta (Antaninarenina e Isoraka) e città bassa (Analakely e Tsaralalana) . Questo’ ultima sorge intorno a Avenue de l’ Indipendence, che percorriamo a piedi fino a raggiungere la scalinata che ci porterà ai quartieri della città alta, dove sorgono le rovine della Rova (dalla rupe antistante venivano gettati i martiri cristiani). Molto affascinante anche il mercato, dove vengono venduti decine di tipo diversi di riso. Questa zona del Madagascar infatti è famosa per le magnifiche risaie.

Alloggiamo per una notte nel bell’ Hotel Sakamanga. Tana non ci lascia un bel ricordo: ci sentiamo poco sicuri, veniamo letteralmente assaliti dalla gente che ci incrocia quando intuiscono che siamo disposti a lasciare qualche indumento e qualche spicciolo. Inoltre la mia compagna Cecilia viene derubata della fotocamera.

Rosse corone di spine di euforbie stanno in fila addossate alle pareti di argilla rossa, risaie si estendono ai margini della città, i panni sono stesi sugli argini dei canali ad asciugare e i carretti trainati dagli zebù vagano per le strade periferiche della città. E’ tutto deliziosamente esotico e non può non colpire il visitatore che per la prima volta percorre la strada dall’ aeroporto […] Tristemente per la maggioranza delle persone questa meravigliosa prima impressione non sopravvive a lungo. Tana può sembrare squallida e pericolosa, con un’ ingente povertà, con mendicanti insistenti e un tasso di criminalità preoccupante” (Hillary Bradt, Madagascar)

Mai descrizione fu più veritiera.

DSC_0073
Antananarivo

 

Madagascar del nord: Diego Suarez e il Parc de la Montagne D’ Ambre

GIORNO 14: Transfer in aeroporto per prendere il nostro volo per Diego Suarez, nel nord del Madagascar, dove atterriamo alle 9 circa. Il nome di questa città deriva da due ammiragli portoghesi, Diego Diaz e Fernando Suarez. La storia non rende certo onore a questi due signori, ma il fatto che gli sia stata dedicata la città fa pensare che le loro gesta tutta’ altro che eroiche siano solo una brutta leggenda. Appena scendiamo dall’ aereo percepiamo un netto aumento delle temperature, cosa che mi rende subito molto felice! Trascorreremo qui nel nord 3 giorni che saranno come sempre molto intensi.

Abbiamo giusto il tempo per posare i bagagli all Hotel Paradis du Nord prima di partire in fuoristrada alla volta di Ramena e le 3 famose baie, regno dei kitesurfers che vengono qui da tutto il mondo per fare fantastiche acrobazie sull’ acqua. In questa regione vediamo finalmente anche i famosi baobab, uno dei simboli del Madagascar e che ancora non avevamo incontrato.

GIORNO 15: Visita al Parc National de Montagne d’ Ambre, nato nel 1958 e splendido esempio di foresta pluviale di montagna. E’ stato istituito dal governo coloniale francese coinvolgendo la popolazione locale e promuovendo egregiamente l’ ecoturismo. Rispetto ad altri parchi che abbiamo visitato, questo è più agevole perché ha ampi sentieri ben segnalati ed un clima molto gradevole. Entriamo accompagnati da una guida, che come sempre ci stupisce per la capacità di identificare gli animali nascosti fra le fitte fronde. Osserviamo lemuri coronati e diversi tipi di camaleonti. Purtroppo nemmeno qui riusciamo a vedere i fossa, ma sapevamo che è impresa quasi impossibile.

Purtroppo possiamo fermarci solo poche ore perché ci aspetta un’ altra meraviglia: la distesa di Tsingy rouge. La strada per raggiungere il sito è impervia, ma la vista di questi pinnacoli calcarei rossi vale il viaggio. ripartiamo per avvicinarci alla Reserve Speciale de l’ Ankarana, che visiteremo domani. Stranamente troviamo tutti gli alloggi full…non ci resta che “accontentarci” di una specie di campeggio che ci dà da dormire per 1 euro a testa. Certo, definire questo alloggio spartano è un vero eufemismo, ma io adoro immergermi in ogni aspetto della quotidianità dei luoghi che visito, quindi accetto con gioia di dormire con le mie compagne Sara e Cecilia in una capanna di paglia, e di condividere con loro mezzo secchio d’ acqua con cui farci la “doccia”. Siamo talmente stanche che dormiremmo anche perterra!

GIORNO 16Reserve Speciale de l’ Ankarana, altro luogo magico: una foresta decidua che si alterna a formazioni calcaree a forma di pinnacolo. Questo volta sono grigi, ed effettivamente gli Tsingy Rouge colpiscono molto di più, ma qui il percorso che si può fare è meraviglioso! Si attraversano ponti sospesi su canyon, ci sono laghi, fiumi e vegetazione. Fa molto caldo e qui non esistono punti ristoro! Lasciamo il parco per dirigerci verso Ambanja, cittadina sul mare, famosa perché da qui partono le barche per raggiungere Nosy Be. Arriviamo nel tardo pomeriggio e ci dirigiamo subito al porto per fare i biglietti per il giorno seguente, ma l’ ultimo battello è ancora lì! In pochi secondi decidiamo di imbarcarci immediatamente e guadagnare una mezza giornata da dedicare all’ arcipelago.

Arriviamo a Nosy Be con il buio e senza avere la più pallida idea di dove andare…ma veniamo assaliti dai tassisti che sono disposti a portarci ovunque. Consultiamo una mappa dell’ isola e optiamo per Ambatoloaka, che si rivela una buona base di partenza per visitare le isolette circostanti. Passiamo in rassegna diversi alloggi prima di scegliere l’ Hotel Benjamin, che ci dà discreti bungalow con bagno privato ma senza colazione.

DSC_0622
Tsingy

 

Madagascar: l’arcipelago di Nosy Be

GIORNO 17: Essendo nuovi del posto accettiamo di fare colazione in hotel, spendendo la bellezza di 5 euro a testa per una tazza di tè e una fetta di pane e marmellata. Discutiamo con il proprietario, e capiamo che vuole rifarsi per il prezzo bassissimo a cui ci ha lasciato i pernotti (effettivamente 12 euro a testa sono molto pochi per essere a Nosy Be). Usciamo e decidiamo di noleggiare alcuni scooter per andare alla scoperta dell’ isola. Ci spingiamo fino all’ Andilana Beach Resort, che in questo periodo è l’unico resort di lusso: presente. Tutte quelle palizzate che lo circondano lo fanno sembrare una prigione a cielo aperto…preferiamo di gran lunga la nostra spartana sistemazione! Passiamo la giornata a girovagare e a prenotare le escursioni per i giorni successivi. Troviamo una piccola agenzia che ci propone ottimi prezzi per accompagnarci a Nosy Komba, Nosy Tanikely e Nosy Iranja.

GIORNO 18: Nosy Komba è la seconda isola per estensione di questo piccolo arcipelago. E’ una montagna in mezzo al mare, tra la Grande Ile e Nosy Be. Passiamo qui tutta la giornata, visitando una piccola riserva faunistica che ci permette di fare incontri molto ravvicinati con grossi serpenti, tartarughe e i lemuri macaco tipici di questa isoletta. Sono talmente abituati al contatto con l’ uomo che spavaldamente ci saltano sulle spalle cercando di prendere la frutta che stiamo mangiando. Ci spostiamo poi a visitare un villaggio dove possiamo acquistare souvenir tipici: collane di semi, sculture in legno, tovaglie ricamate e prodotti in rafia. Riprendiamo la barca e andiamo a Nosy Tanikely a concederci qualche ora di relax in spiaggia.

GIORNO 19: Spettacolare giornata a Nosy Iranja, particolarissima isola costituita da due isolotti uniti da una lingua di sabbia che emerge solo quando c’è la bassa marea. Se il paradiso esiste, di sicuro assomiglia a questo posto. Facciamo snorkeling e nuotiamo a lungo con le tartarughe. La nostra guida ci prepara un semplice ma ottimo pasto da consumare direttamente in spiaggia, al riparo dal sole sotto alcune palme. Oggi abbiamo riguadagnato tutte le energie consumate durante il viaggio.

DSC_0676

GIORNO 20: Ultimo giorno in Madagascar…in serata ci attende il nostro volo per Milano via Parigi. Ci concediamo un ultimo giro a Nosy Be e decidiamo di raggiungere Manina, una signora italiana che vive qui e si occupa di progetti di sviluppo dell’ istruzione. Lasciamo a lei tutti i soldi che ci sono avanzati, felici di contribuire, seppur minimamente, al benessere dei bambini di qui. Questo è il link al suo sito informativo I bambini di Manina. Ci sono anche tante informazioni per visitare l’ arcipelago di Nosy Be come turisti ecosolidali.

Il Madagascar è un paese meraviglioso, ancora molto conservato per quanto riguarda il contatto con la popolazione locale. Ci consente di avvicinarci al loro modo di vivere, ai loro usi e costumi, alla loro cucina… senza filtri e in modo vero e genuino.

Libro consigliato: “Io e i lemuri”, Gerald Durrel

DSC_1069

38 Risposte a “Madagascar: viaggio alla ricerca di lemuri e balene”

  1. Ciao, ma che racconto meraviglioso e che foto straordinarie. Stavo progettando il Madagascar per questa estate. Farò tesoro di questa tua esperienza con avventure nel mondo per “rubare” qualcosa dall’itinerario. Ma posso chiederti se secondo te è un posto in cui viaggiare da soli?! Sono in una fase di vita in cui adoro vagabondare in solitaria!

    1. Se “da sola” intendi tu e un driver, sì. A parte Antananarivo, è un paese che mi è parso molto sicuro ed amichevole. Per quanto riguarda invece noleggiare un’ auto e moventi da sola, secondo me è sconsigliabile. Le strade sono pessime così come i mezzi, e le indicazioni stradali ridotte ai minimi termini. In questo periodo inoltre la capitale è afflitta da una epidemia di peste bubbonica. Senti la Farnesina prima di organizzare un viaggio che non includa solo Nosy Be

  2. Che meraviglioso viaggio intenso pieno di colori…e poi i lemuri adorabili.

  3. Molto interessante questo articolo, devo ammettere che ero davvero ignorante sul Madagascar, quindi grazie 🙂 ah, e il libro mi piace già dal titolo quindi me lo segno senz’altro!

    1. Il Libra di Durrel è imprescindibile dal viaggio! Da leggere assolutamente là: alzi la testa dalle pagine e ti trovi davanti agli occhi i suoi racconti!

  4. Che paese meraviglioso e che foto bellissime, anche io vorrei andare in Madagascar

  5. Wow, direi che l’hai esplorato bene il Madagascar! Mi ispira un sacco quest’isola, chissà di riuscire ad andarci! Già che durante la nostra estate sia bel tempo anche la direi che è un buon inizio!

    1. Si, luglio e agosto sono un ottimo periodo!

  6. Davvero un viaggio con la “V” maiuscola! Ho capito che è meglio aspettare che i bimbi siano un goccio più grandi…ma li voglio portare! Anche perché abbiamo adottato un bimbo a distanza in Madagascar e potrebbe essere l’occasione giusta per fare la sua conoscenza!

  7. Ma che bell’itinerario che hai fatto! Chissà se un giorno visiterò anche io questo bellissimo paese

  8. Che meraviglia la natura selvaggia del Madagascar!

  9. E’ da tempo che sogniamo di andare in Africa, e il Madagascar potrebbe essere un giusto inizio! Bellissime le foto fatte ai pescatori :D.

  10. Il Madagascar sembra un posto stupendo, ma anche molto difficile e doloroso, soprattutto per la dilagante povertà e per la condizioni igieniche non proprio ottimali (pochi mesi fa ci fu un’epidemia di peste). Però deve essere un viaggio davvero indimenticabile 🙂

    1. È vero. Dal punto di vista emotivo è molto forte. Ho omesso nel resoconto foto di bambini, ma ti assicuro che dopo 10 anni ricordo ancora perfettamente il loro volti e cosa facevano quando li ho fotografati. Ci sono tantissimi progetti per aiutare questo paese, anche per ammodernare l’ agricoltura, ma ho l’ impressione che dietro ci siano grandi interessi…

  11. Magari 20 giorni in Madascar!!! Sarebbe un sogno 🙂
    Il paradiso, è una meta che mi stuzzica da un po’, nel frattempo mi sono appuntata tutti i tuoi consigli XD
    Un bacione :*

  12. Che bellissimo racconto!! Se le tue parole mi hanno letteralmente conquistata, le tue fotografie non sono da meno. Meravigliose! Hai fatto un’itinerario davvero interessante 🙂

  13. Che incanto di natura e che splendida esperienza! Non è una meta che ho in programma ma devo dire che mi hai messo molta curiosità!

  14. Innanzitutto compliementi per le bellissime foto, Una meta che sogno da tempo!

  15. Che meraviglia dev’essere il Madagascar: i colori, la natura, tutto mi fa venire voglia di visitarlo!

  16. 20 giorni in Madagascar praticamente un sogno! NOn ho mai messo piede in Madagascar mi hai fatto venir la voglia di mare natura e sorrisi 🙂 bellissimo diario brava

    1. Grazie…in effetti 20giorni non sono pochi. Ma superata la soglia psicologica delle due settimane potrei stare via mesi!

  17. Un racconto stupendo così come le foto! Qualche anno fa sarei dovuta andare in Madagascar ma potevo partire solo a febbraio e come periodo non era il migliore. Spero comunque di riuscire ad andare presto!

  18. Ma allora, il paradiso terrestre esiste! Non credo di aver mai visto un posto così variegato, con panorami così diversi tra loro. Complimenti!

  19. adoro i racconti di viaggio, l’ho letto tutto d’un fiato, una terra ancora così autentica e speciale il Madagascar, spero di riuscire a vederlo presto

  20. Che bella avventura! Sembra un Paese favoloso e prima o poi vorrei andarci. Grazie per i consigli utili che hai dato in questo post.

  21. Mamma mia, ma è il paradiso! Io amo gli animali, di qualsiasi tipo, spero di riuscire un giorno a fare questa fantastica esperienza immersa nella natura! Bellissime le foto, quella con le sagome dei due bimbi in riva al mare è davvero eccezionale.

  22. un bel post che in effetti descrive un paese genuino! grazie!

  23. Veramente affascinante, fai venir voglia di partire subito! Avete fatto e visto davvero tante cose, penso proprio che questo viaggio vi rimarrà impresso!

  24. Le foto che hai fatto sono straordinarie e fanno venire voglia di essere lì e di poter vedere tutto dal vivo.
    Visti i colori e le atmosfere, capisco cosa significhi Mal d’Africa. E’ un bellissimo reportage, grazie.

  25. Bellissimo viaggio e bellissimo post.Il Madagascar io l’ho visitato solo per la parte Nosy Be e al nord, ma mi ha lasciata incantata. Ti invidio, tu hai fatto un viaggio meraviglioso, credo che i tuoi occhi ancora lo ricordino. Bellissime foto, complimenti.

  26. Che viaggione!!! Un’esperienza davvero unica! Certo ci vuole molto spirito di avventura e adattamento… Ma credo proprio che ne valga la pena!

    1. eh si, lo spirito di adattamento non si può lasciare a casa!

  27. Ma che viaggio meraviglioso!! Di quelli proprio indimenticabili! A leggerti mi hai fatto venire una gran voglia di approfondire la storia e la cultura di questo Paese.. anche il libro mi ispira!

  28. Wow, devo dire che è una delle mete che ho in whishlist, tutta questa natura deve essere meravigliosa! Qual è il periodo migliore?

    1. Il periodo migliore è sicuramente la nostra estate, luglio e agosto. Sia per il clima, sia per osservare le balene.

  29. Deve veramente un Paese super curioso da visitare il Madagascar 😀 prima o poi mi piacerebbe andarci soprattutto perché amo i luoghi con tanta natura!

  30. Che bel racconto dettagliato e che foto magnifiche! Mi hai fatto conoscere un pezzettino di mondo che ancora non conoscevo.

e tu cosa ne pensi?