Florida on the road: Orlando, il paese dei balocchi

Quando partiamo per Orlando, ci lasciamo alle spalle l’ oceano e una giornata magnifica per addentrarci nell’ umidità dell’ entroterra, oltretutto sotto un forte temporale. Questa infatti è la nostra unica tappa a non essere sulla costa.

La città ci accoglie con un traffico intenso, e il navigatore poco aggiornato ci fa sbagliare strada due volte. Quando arriviamo al nostro hotel, il Best Western International Drive, siamo piuttosto abbattuti. Sta ancora piovendo, quindi decidiamo di non spostarci molto per cena, e raggiungiamo la zona dei fast food vicino all’ hotel scegliendo Uno Pizzeria & Grill, che offre anche la pizza oltre ad hamburger e fritti vari.

Facciamo due passi ma ben presto decidiamo di tornare in hotel a riposarci, e io approfitto della lavasciuga per sterminare la popolazione di acari che vive nella nostra valigia. E’ impossibile comunque non vedere l’ enorme Coca Cola Orlando Eye, una gigantesca ruota panoramica che promette una vista mozzafiato sulla città, sui parchi tematici e addirittura Cape Canaveral nelle giornate limpide.

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Coca Cola Orlando Eye

Il giorno seguente ci alziamo e raggiungiamo la sala colazione. Il posto non è di lusso ma la colazione più che sontuosa! Per la felicità di Eva preparo un enorme waffel con la faccia di Mickey Mouse…qui la Disney è veramente di casa! Usciamo in giardino e continuano le sorprese per la nostra piccola: incontriamo un simpatico scoiattolo che accetta i biscotti che Eva gli offre.

 

Dopo colazione usciamo alla ricerca dei biglietti scontati per Seaworld, la nostra tappa di domani. Li troviamo in un Tourist Office non lontano dal nostro hotel. Riusciamo cosi ad acquistarli risparmiando qualche decina di dollari rispetto al sito. I parchi tematici di Orlando hanno fatto la fortuna di questa città e sono frequentantissimi, ma sono comunque molto molto cari. Raggiunto il nostro obiettivo, facciamo un giro in auto per raggiungere un parco cittadino dove poter dimenticare un po’ il traffico e il rumore delle auto. Il caldo qui è soffocante, e Matteo comincia a cambiare idea…teme che l’ umidità in mezzo a una fitta vegetazione possa superare il 100%, quindi in preda a uno stato di trans segue le indicazioni per un centro commerciale con l’aria condizionata che ricrei un clima simil-artico. Approdiamo al Florida Mall, dove ci fermiamo fino all’ ora di pranzo. C’è anche un bellissimo negozio della Crayola, la marca di pastelli, organizzato in modo da attirare i bambini come api sul miele. Anche Eva ovviamente cade nella trappola!

Nel pomeriggio torniamo su International Drive e lungo il tragitto per l’ hotel veniamo attratti da un edificio stranissimo…una casa alla rovescia!

 

È Wonderworks, un’ attrazione che offre diverse esperienze di gioco, come lasertag, missioni nello spazio, e molto altro. Entriamo decisi ad acquistare i tickets ma cambiamo idea in fretta: a parte la lunga coda, i biglietti sono anche qui costosissimi e Eva, vista l’ età, avrebbe pagato ma potuto usufruire solo di poche attrazioni.

Insomma, Orlando sembra essere completamente costruita per giocarci e divertirsi, un vero Paese dei Balocchi.

Esperienza Seaworld

Passare una giornata in un parco tematico non è cosa da tutti. Richiede una grande preparazione, fisica e mentale, e doti come la pazienza, la perseveranza, la resilienza. Se poi decidete di andarci in una delle giornate più calde di tutto il mese di agosto, allora vi serve anche una benedizione. Mio marito, vedendomi in questi giorni rimaneggiare le foto di questo viaggio, ha ribadito come la giornata trascorsa a Seaworld sia stata una delle peggiori di tutta la sua vita. Però voglio dire, come si fa a venire a Orlando e non visitare nemmeno un parco? Dopo una attenta valutazione, abbiamo scelto Seaworld perché è quello che permette di vedere gli animali marini, con diverse aree al coperto e quindi fresche, e con molte attrazioni che non siano le solite montagne russe su cui né io, alla 20esima settimana di gravidanza, né Eva avremmo potuto salire.

Come tutto negli Stati Uniti, anche qui ogni cosa è ordinata e perfetta. Le indicazioni da seguire lungo la strada sono semplicissime, il parcheggio è adatto al flusso dei visitatori così come le biglietterie e i tornelli di ingresso. Il paragone con Gardaland è del tutto casuale. Entriamo velocemente e veniamo catapultati in una favola, ci sono talmente tante cose che non sappiamo dove andare. Prendiamo subito una mappa e verifichiamo gli orari degli spettacoli dei delfini e delle orche, desiderio di Eva. Optiamo per il delfinario. Sono sincera, detesto questo genere di spettacolo in cui gli animali vengono evidentemente sfruttati. Ma devo dire che la vasca è molto grande e molto ben tenuta, e vedere questi animali meravigliosi così da vicino ci ha colpiti molto.

Uscendo vediamo una enorme vasca, la Stingrey Lagoon, dove nuotano decine di esemplari di manta. Sporgendosi un po’ è possibile accarezzarle mentre nuotano.

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Stingrey Lagoon

Proseguiamo e troviamo la vasca dove i bambini possono nutrire i delfini. Purtroppo la coda è infinita e il prezzo, ancora una volta, eccessivo. Vista la temperatura equatoriale cerchiamo un posto al chiuso ed entriamo in una bellissimo acquario dove incontriamo i lamantini, le tartarughe marine e tanti altri pesci meravigliosi oltre agli amatissimi delfini.

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Dolphin Cove

Torniamo all’ aperto e cerchiamo un posticino dove mangiare. Ci avviciniamo così al famoso roller-coaster Manta, e vista la coda di soli 10 minuti Matteo decide di fare un giro mentre io ed Eva lo aspettiamo all’ uscita dell’ attrazione dove c’è un bel negozio con tanto di frigo gelati. Eh niente, riusciamo a perderci. Quindi comincio a vagare insieme a Eva alla ricerca di Matteo. Quando lo troviamo è allo stremo delle forze, con i sintomi di un colpo di calore. Lo scortiamo nel posto più freddo del parco, Antartica: qui è stato ricreato l’ ambiente ideale per una piccola colonia di pinguini. La coda per accedervi è lunghissima ma tutta all’ ombra, dotata di ventilatori e nei pressi di un distributore gratuito di bevande. In qualche modo sopravviviamo e riusciamo ad entrare. Non so come non ci siamo presi una broncopolmonite , visto che passiamo da 40°C a 0°C. Eva euforica alla vista dei pinguini, io molto triste a vederli vivere sotto la luce artificiale, Matteo non pervenuto.

 

Ci intratteniamo più a lungo possibile, e quando usciamo osserviamo come la temperatura esterna si un po’ diminuita. Ci concediamo un ultimo spettacolo, quello delle orche. Estremamente affascinante, ancor più dei delfini: le orche sono davvero enormi, eppure interagiscono con i loro educatori come animaletti da compagnia. E pensare che pochi anni prima una educatrice è stata uccisa dall’ orca che addestrava.

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Diciamo che FINALMENTE questa giornata volge al termine….inforchiamo la macchina e partiamo per Tampa.

4 Risposte a “Florida on the road: Orlando, il paese dei balocchi”

  1. Orlando è proprio il paese dei balocchi!! Non me lo immaginavo a questi livelli.. e nemmeno pensavo così caro. Però posso immaginare la gioia della tua bimba.. i miei sarebbero impazziti.. noi forse un po’meno!

    1. È tutto finto e costoso…Si parla di biglietti da 30$ per Wondework ad esempio. Per una famiglia sono soldi!

  2. La casa al contrario sembra davvero bella da vedere mentre tutto il resto mi sembra molto artificiale da come lo descrivi… il tuo “finalmente” finale è molto indicativo!

    1. Si….La Florida ci ha dato molto, tranne Orlando che ci ha dato solo stress 😂

e tu cosa ne pensi?