PARIGI, (FORSE!) ARRIVIAMO

Parigi è sempre Parigi…e quando Matteo me l’ ha proposta come meta di un week end primaverile avevo detto sì prima che lui potesse finire la domanda.

Sarà capitato anche a voi, prima di partire per un viaggio, di scorrere mentalmente la lista delle cose da portare almeno 10 volte.

E sarà capitato anche a voi di pensare che, se abbiamo in valigia documenti, biglietto e carta di credito, possiamo stare tranquilli e partire, e il superfluo che abbiamo eventualmente scordato lo compreremo a destinazione.

Quindi quella mattina in auto verso l’ aeroporto di Venezia quando, scorrendo mentalmente la mia lista, ho messo il check su carte di identità, stampa della prenotazione del volo e carte di credito, mi sono messa il cuore in pace assaporando il momento della partenza per la capitale degli innamorati.

Ma l’ imprevisto è sempre in agguato, così come l’ assistente di terra acida.

Ci presentiamo al check in per ottenere le carte di imbarco. La fila scorre veloce, sbrighiamo le formalità e ci dedichiamo a una passeggiata fra i negozi dell’ aeroporto. Come sempre ci fermiamo al bar a prendere un cappuccino, immaginando il nostro week end lungo a Parigi, da soli. La piccola Eva infatti è rimasta con i nonni.

Una ventina di minuti prima dell’ apertura del gate, ci accomodiamo nella relativa sala d’ attesa e aspettiamo la chiamata leggendo una rivista. Allora ero ancora una assidua lettrice di Vanity Fair.

Parigi…arriviamo?

Arrivano le hostess e i passeggeri si alzano tutti insieme per correre a mettersi in fila. Non capirò mai questo comportamento: i posti sul volo sono assegnati, dove hanno fretta di andare?? Le hostess sono svelte e passano le boarding pass una dopo l’ altra, quindi anche noi ci alziamo e ci mettiamo in coda. È il mio turno, carta di identità ok, carta di imbarco ok. Tocca Matteo, carta di identità ok….eh no! Fermi tutti! Immediatamente abbiamo pensato che il suo documento fosse scaduto, e in una frazione di secondo abbiamo visto l’ aereo decollare e noi due mestamente tornare a casa, sconfitti.

Ma non è la scadenza il problema, il documento ha validità in corso. La hostess ci guarda e dice ” è rotta”.

È rotta?!? cos’ è, una macchina? una lavastoviglie?

Guardiamo la carta d’identità, nella sua bustina di plastica protettiva. Matteo ci sorride dalla foto.

La hostess la sfila dalla busta e ripete: ” è rotta”. E le due pagine del documento giacciono una in ognuna delle sue mani. “Questa carta d’ identità non è valida, non posso lasciarvi partire”

Anzi” e mi guarda con aria di sfida “signora lei può partire, ma suo marito resta qui” .

Ci tremano le gambe, abbiamo quasi un mancamento.

Parigi…arrivo solo io??

Come sarebbe, vado a Parigi da sola? era il nostro week end romantico, e questa vuole dividerci. Cerco di mediare, proponendo di andare a comprare un rotolo di scotch per riattaccare le due pagine, ma lei scuote la testa. Ci dice che dobbiamo tornare a casa, andare all’ anagrafe e farci rilasciare un nuovo documento. Capirai. È venerdi pomeriggio, l’ uffico riaprirà solo la mattina successiva.

Matteo è bianco come un cencio, la voce gli trema e ha gli occhi lucidi. Le chiede di chiudere un occhio, in fin dei conti il documento è in corso di validità, e io vedo materializzarsi sulla sua testa un fumetto con scritto «brutta megera proprio a noi dovevi capitare» seguito da epiteti poco simpatici.

Cerco mentalmente altre soluzioni mentre lei continua a blaterale. Penso che al massimo potremmo andare in Slovenia, o in Austria….ma non sarà mai come Parigi!

Intanto l’ imbarco continua e noi stiamo lì, ad assistere impotenti a quella sfilata.

Matteo comincia ad arrabbiarsi, io cerco di calmarlo e intanto imploro quella bisbetica di una hostess di chiudere un occhio e di farci partire.

La telefonata al poliziotto

Lei per tutta risposta cerca di spaventarci chiamando al telefono niente meno che la polizia aeroportuale! Con aria molto sostenuta e come se parlasse di due serial killer, espone al poliziotto la grave situazione in cui ci troviamo. Purtroppo per lei , sentiamo perfettamente la risposta del poliziotto: una grassa risata! La hostess cambia espressione ma non si da per vinta e ripete nuovamente al poliziotto che il documento è rotto, che a Parigi non ci faranno neanche uscire dall’ aeroporto, che non può soprassedere su una mancanza del genere! Noi cerchiamo di tender l’ orecchio e la soluzione del poliziotto è chiarissima.

“Ma cosa te ne frega. Lasciali andare, ci penseranno a Parigi. Non crearti inutili problemi!” E ride.

Lei annuisce con aria solenne, fingendo di essere la depositaria della soluzione adatta al nostro disguido, ma si vede che non sa come uscirne. Non si abbasserà mai ad ammettere che il suo è un eccesso di zelo. Io la prego, le dico che è il primo week end da soli da quando è nata nostra figlia. E lei ci risponde “ecco, questo sì che è un motivo valido farvi partire”.

Mentre gli ultimi passeggeri si stanno imbarcando riaggancia il telefono e ci guarda sprezzante.

“Andate”

La parola che volevamo sentire!! Mai verbo ci è apparso più carico di significato! Invece di darle il pugno sul naso che si sarebbe meritata, la ringraziamo mille volte, e lei se ne sta tutta tronfia e piena di sè dietro al suo banchetto.

Siamo gli ultimi a salire, dietro di noi il portellone si chiude. Prendiamo posto ancora tesi e sudati, ci guardiamo e ridiamo. Ma solo quando l’ aereo si stacca da terra tiriamo un sospiro di sollievo. Ora possiamo dire…

PARIGI, ARRIVIAMO!

P.S. Volete sapere qual è stato il primo souvenir acquistato a Parigi?? Un rotolo di scotch!

Dai, lasciatemi un commento con un vostro imprevisto di viaggio!

29 Risposte a “PARIGI, (FORSE!) ARRIVIAMO”

  1. Alessandra Cortese dice: Rispondi

    Mamma mia! Io mi sarei messa a piangere!! Menomale che siete riusciti a partire! Comunque sei riuscita a conigliette coinvolgere benissimo il lettore: mi veniva l’ansia!!😅😅😅

  2. Non ci posso credere!!! Ritorno da Parigi io e mio marito passiamo con regolare carta d’identità e carta di imbarco tutti i vari step areoportuali. Arriviamo al gate e come per magia la carta di imbarco è sparita. PANICO totale da parte di entrambi e la solita hostess simpaticissssssima che con molta calma e soddisfazione ci dice in perfetto francese “senza la carta non salite sul volo”. Vediamo passare tutti i passeggeri … siamo praticamente rassegnati a rimanere a terra e… dallo zaino mio marito estrae la carta di imbarco. Con la gioia di chi vince un terno al lotto, saliamo sull’aereo. Detto questo Parigi magica.

  3. Dovresti scrivere dei thriller! Mi hai tenuta attaccata allo schermo, curiosa di sapere come finiva 😉

  4. Oddio, immagino che ansia. Meno male che poi si è risolto tutto

  5. Al
    Vostro posto avrei chiamato io la polizia aeroportuale così la hostess ne sentiva diverse di grosse risate. Anche perché quel documento era già stato validato da altre sue colleghe. C’e Gente idiota in giro

  6. oddio che ansia mi sarebbe venuta in una situazione del genere! 😦 meno male che poi vi hanno fatti partire senza nessun problema! l’hai conservato poi il rotolo di scotch/souvenir? 🙂

  7. Aiuto, non oso davvero immaginare cosa avrei fatto.. probabilmente sarebbe stato subito panico!
    Per fortuna è andato tutto ok.. altrimenti non voglio nemmeno pensarci ;(

  8. mamma mia io non sarei riuscita a stare così calma.. io ultima purtroppo so che la mia carta di identità prima o poi mi abbandonerà, ma continuo imperterrita a non trovare qualcosa per proteggerla.. ogni volta che sto per partire ho l’ansia che possa accadermi lo stesso che è capitato a voi, ma ogni volta me la cavo.. spero solo non arrivi quel momento ahahah

  9. Solidarietà tutta la vita!! ormai una vita fa, primo viaggio a londra con una mia amica, lei aveva la carta d’identità a brandelli… il carabiniere di turno (santo subito!!) gliel’ha ri attaccata con lo scotch in maniera certosina… 😉

  10. In realtà è proprio vero che la carta d’identità dovrebbe essere tutta intera. Un tempo chiudevano di più un occhio ma ora, dati i tempi difficili in termini di sicurezza, è giusto che non lo facciano più. Capisco benissimo la tua reazione ma comprendo anche la hostess. Io viaggio sempre col passaporto, anche in Europa. Data la sua forma e il materiale, è più facile che resti intero.

    1. Hai ragione Giovy…ma la paura di perderlo in un viaggio in cui avrei potuto usare solo la carta di identità mi frena!

  11. io ho lavorato in aerolinea e capisco la hostess perche’ e’ una responsabilita incredibile lasciar passare i passeggeri. Capisco anche te pero’!! Vabbe dai e’ andata bene..

  12. Mamma mia anche io sarei sbiancata e avrei dato di matto in una situazione del genere! Meno male che si è risolto tutto per il meglio!

  13. Cavolo che hostess antipatica, per fortuna che dopo è andato tutto bene. Di imprevisti me ne sono capitati tanti, ma non come questo. Credo che anche questo sia un aspetto divertente dei viaggi…e oggi chissà cosa ci capiterà!

  14. Noooo tremenda questa hostess!! Menomale che alla fine l’avete spuntata voi! Invece avrei giurato che a Parigi anche con lo scotch vi avessero fatto problemi… meglio così!

  15. A me sarebbe venuto un malore! In effetti, prima di partire la carta d’identità me la guardo e riguardo: ho quella elettronica, so per certo che può spaccarsi ahaahh

  16. Sarei morta! Mi hai dato lo spunto per raccontare quello che mi è capitato a gennaio in Alsazia 😬 il problema è stata la mia carta di credito

    1. Poi voglio leggere!

  17. Siete stati fantastici! Noi abbiamo avuto un problema analogo in Corea perché il passaporto di Gabriele aveva la pellicola sulla foto era leggermente sollevata… quando i poliziotti coreani hanno capito che non era un delinquente, dopo una buona decina di minuti chiuso da solo con loro in una stanza, l’hanno lasciato passare.

    1. Oh mamma!!

  18. Non ho mai pensato a portarmi lo scotch per un motivo molto semplice: porto sempre il passaporto con me, della carta d’identità non mi fido mai, nemmeno all’interno dell’UE 😂Per fortuna a noi non è mai capitato nulla del genere ma tocchiamo ferro, non si sa mai!

  19. Ciao! In effetti non ho mai pensato di portare lo scotch in valigia! Lo aggiungerò alla mia lista “cosa mettere in valigia”. Ma per Parigi questo ed altro!

    1. Mi sembra un’ ottima idea!!

  20. Visto che ho spesso a che fare, per lavoro, con questi inconvenienti ti devo dire la verità: aveva ragione lei! Il documento di identità è valido solo se integro… anche con lo scotch non vale, è comunque un documento “contraffatto” (si dice così!!!) XDDD Quindi, dai, ti ha fatto un favor. Ma poi, al ritorno come è andata?

    1. non lo metto in dubbio…però ecco il documento in realtà era ancora integro (anche se per uno sputo) e lei aprendolo ha finito di staccare le due pagine…comunque appena arrivati a Parigi abbiamo comprato lo scotch e lo abbiamo sistemato. Nessuno ci ha più detto nulla fortunatamente!

  21. A noi l’imprevisto è successo a Parigi (sarà la città?). Dopo tre giorni di walkingtour per la Città delle Luci, ci accingiamo a tornare a casa e quando arriviamo al gate ci bloccano perchè la valigia-bagaglio a mano della mia amica era troppo grande e non stava nella “forma” della EasyJet per via di 1 misero centimetro della maniglia laterale: la hostess non ci voleva lasciar prendere la valigia in cabina per un centimetro e anzi, ci ha pure suggerito, come se fosse una soluzione accettabilissima, di mettere la valigia in stiva al modico costo di 50 euro!!! In tutto ciò, all’andata non avevamo avuto problemi ed avevamo viaggiato con la Ryanair!
    Niente, per uscire dall’intoppo la mia amica a staccato a forza la maniglia.. e non appena è riuscita a staccarla, la hostess che ci aveva bloccate, sadicamente, ci dice “dai tranquilla, te la metto in stiva senza costi aggiuntivi!” …
    No comment!!!!

    1. nuoooooo!!!!!! avrei voluto vederla a staccare la maniglia 😂😂😂

  22. E’ successo anche a me, ma a Londra. La hostess di Orio al Serio non ha detto nulla, ma al gate di Londra mi hanno tenuto ferma 2 ore prima di decidere di farmi passare! Da allora giro sempre con il passaporto e la carte d’identità!

    1. ah ma pensa. allora non siamo neanche stati gli unici a cui è successo!

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