NEW YORK, ITINERARIO PER VISITARLA IN 4 GIORNI

New York è senza dubbio la città più eclettica, trasformista e vivace che io abbia mai visitato. E’ stata l’ unica finora a farmi desiderare di tornare a vistarla (e così infatti è stato). Questo itinerario è frutto della nostra prima volta a New York, quando ci siamo fermati per 4 giorni. Alloggiavamo a Midtown e ci siamo concentrati sulle attrazioni principali. Alla fine del post troverete info utili per raggiungere Manhattan dai principali aeroporti.

New York, itinerario: day 1

Il nostro giorno di esordio nella Grande Mela lo trascorriamo nella zona di Midtown Manhattan. A causa del fuso orario ci svegliamo molto presto, quindi abbiamo a disposizione una lunghissima giornata. Partiamo con un enorme caffelatte nel bicchiere accompagnato da un muffin mastodontico alla banana nel primo Starbucks che troviamo, appena usciti dall’ hotel. Non sono di certo amante delle grandi catene, ma questa è americana e penso che sia giusto darle una possibilità. Così scopriamo subito che in America i contanti non servono davvero a nulla. Tutti pagano con la carta di credito, anche un misero dollaro per il caffè. Da noi, in Italia, questa cosa tutto’ ora non è possibile: i commercianti si opporrebbero a causa delle alte commissioni bancarie.

Partiamo a piedi con il nostro bicchiere e ci dirigiamo a Time Square, prima tappa della nostra giornata. Niente di più deludente, purtroppo…ci aspettavamo una piazza grandiosa, e invece ci ritroviamo in un triangolo di asfalto soffocato da grattacieli con gigantesche insegne pubblicitarie e un traffico inaudito. Su un lato c’è la famosa tribuna che si vede in molti film, per il resto nulla ci colpisce particolarmente.

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Time Square

Percorriamo la Broadway fino ad incrociare la 42 street, dove svoltiamo per dirigerci alla New York Public Library, una biblioteca pubblica costituita anche da diverse filiali. E’ ritenuta la terza biblioteca più grande del Nord America e nel 2008 possedeva circa 16 milioni di libri. La biblioteca ha sede nello Stephen A. Schwarzian Building, edificio in stile Beaux-Arts con due imponenti leoni a far guardia all’ ingresso, ed è stata inaugurata nel 1916, riscuotendo fin dal primo giorno un enorme successo. E’ visitabile gratuitamente.

Arrivando alla biblioteca non si può non notare un bellissimo parco, una piccola oasi cittadina di pace, dove è molto frequente assistere a lezioni di yoga sul bel prato e dove si radunano gli studenti a studiare all’ aperto. Si tratta di Bryant Park, il parco più centrale di New York. Rispetto a Central Park è minuscolo ma non ha nulla da invidiargli quanto a quiete ed atmosfera rilassante.

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Bryant Park, nel cuore di Manhattan

Proseguiamo lungo la 42 street in direzione est, verso l’ East River, fino a raggiungere la Grand Central Station, ovvero la principale stazione ferroviaria di Manhattan. Non pensate che sia una banale stazione e che non valga la pena visitarla…questa è la stazione ferroviaria più grande del mondo, si sviluppa su due piani, entrambi sotterranei, e offre ben 67 binari. Io rischio di perdermi alla Stazione Centrale di Milano che ne ha una ventina…figuriamoci qui!

L’ edifico è un tripudio di marmi e granito, con un enorme atrio principale oramai conosciuto in tutto il mondo , grazie ai molti film che lo hanno utilizzato come set. Sul soffitto è dipinta una mappa celeste che è stata rinvenuta nel 1988, dopo una profonda pulizia degli intonaci dagli strati di catrame e nicotina dovuti al fumo di sigaretta…All’ interno della stazione sono ospitati anche numerosi negozi, gastronomie, panetterie e perfino un mercato di prodotti freschi. E’ possibile fare tour guidati con un gruppo di guide turistiche che hanno aderito al progetto “pay what you wish”, in cui ogni visitatore decide quanto pagare il tour in base alla propria disponibilità economica. Il sito informativo è https://freetoursbyfoot.com/

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Grand Central

Riprendiamo il nostro cammino nella zona di Midtown Manhattan, passiamo davanti al Chrysler Building, l’ edifico Art Decò costruito alla fine degli anni ’20 e oggetto di una vivace competizione con un altro famoso grattacielo, il Trump Building di Wall Street. Chrysler stupì i newyorkesi e il suo rivale aggiungendo la guglia in acciaio di 38 metri che era stata tenuta nascosta all’ interno dell’ edificio, e montata solo dopo che il Trump Buildig fu terminato, superandolo così in altezza e divenendo il primo edificio più alto di 300 metri. Purtroppo il suo primato durò appena un anno, quando anche l’ Empire State Building fu terminato.

Seguendo ancora la 42 esima si arriva alla sede delle Nazioni Unite, proprio affacciata sull’ East River. L’ ingresso è all’ angolo con la 45 street. Qui ci si può sentire davvero cittadini del mondo, visto che è territorio appartenente a tutti gli Stati membri dell’ ONU. Per accedere è richiesto un documento di identità originale con foto rilasciato da uno degli Stati membri dell’ Unione(fra cui l’ Italia) a scelta fra carta di identità, patente di guida o passaporto, che volendo può anche essere timbrato. I controlli di sicurezza sono molto rigorosi e richiedono un po’ di tempo, ma una volta all’ interno si possono visitare gratuitamente i giardini, il visitor center, la lobby, l’ ufficio postale (i timbri sulle cartoline saranno quelli dell’ ONU!) e il negozio di souvenir. C’è la possibilità di fare anche tour guidati, che permettono di entrare anche nelle sale dove si tengono le assemblee degli Stati. Potete acquistare i biglietti qui.

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Sede ONU a Manhattan

Riprendiamo la nostra passeggiata lungo la 48 street, questa volta in direzione ovest, e ci dirigiamo verso il Rockefeller Center. Ci sono due modi per vedere i tetti di New York: salire sull’ Empire state Building, il più alto edificio di Manhattan; oppure salire sul Top of the Rock del Rockefeller Center, da cui ammirare non solo New York ma appunto anche l’ Empire State Building. Il Rockefeller Center è un complesso di 19 edifici costruiti a partire dal 1930 sempre in stile Art Decò. Dal 2000 non appartiene più alla famiglia Rockefeller, che conserva però alcune abitazioni private.

Fra i proprietari, dal 1996 al 2000, si annovera anche Gianni Agnelli. Gli edifici più famosi del complesso sono il Radio city Music Hall, teatro che per anni è stato il il più grande al mondo, e quello al 30 di Rockefeller Plaza, che ospita il famoso Top of the Rock. Il deck si raggiunge percorrendo il 70 piani dell’ edificio in ascensore e regala una vista a dir poco mozzafiato: sono ben visibili Central Park da un lato e l’ Empire State Building dall’ altro, l’ East river e tutta Manhattan. Se riuscite venite al tramonto, il biglietto costa un po’ di più ma secondo me ne vale la pena. (io l’ ho visitato di pomeriggio, fra l’ altro pioveva, ma l’ anno successivo siamo saliti sull’ Empire al tramonto e vedere la città che si illumina è spettacolare). Questo è il sito del centro dove acquistare i tickets. (adulti $44 circa)

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veduta di Central Park dal Top of the Rock Observation Deck

La nostra prima giornata si conclude qui con un fortuito incontro con alcuni amici. Se avete ancora tempo, e magari è anche venerdì, potete raggiungere il MoMA ( il venerdì dalle 16 alle 20 l’ ingresso è gratuito).

New York, itinerario: day 2

Il nostro secondo giorno nella Grande Mela non è stato meno impegnativo. E soprattutto dal punto di vista emotivo è stato molto pesante. Avrete già capito. Il nostro tour di oggi inizia con la visita di Ground Zero, perché allora si chiamava ancora così. Sono passati 9 anni dall’ attentato alle Torri Gemelle e qui c’è ancora un cantiere a cielo aperto.[Oggi non è più così, qui sorgono la Freedom Tower e tutti gli altri edifici della zona, e la magnifica opera di Calatrava, The Oculus]

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Ground Zero

L’ 11 settembre è una data stampata nelle menti di tutti, tutti ricordano esattamente cosa stessero facendo quel giorno. Io ad esempio stavo studiano Tecnologia Farmaceutica 2, il mio terzultimo esame universitario. La TV era accesa e improvvisamente le trasmissioni furono interrotte da un telegiornale assolutamente fuori orario: erano circa le 16 e New York andava a fuoco…

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Le gru sono altissime e squadre di operai lavorano 16 ore al giorno. Visitiamo subito il museo nato dopo l’ attentato, trattenere le lacrime è difficile. Centinaia di oggetti di ogni tipo testimoniano come una giornata qualunque sia stata trasformata in un inferno. Il sito invece non è visitabile, è completamente transennato. Usciamo dal complesso molto provati.

Camminiamo verso Zuccotti Park dove ci fermiamo a riprendere emotivamente fiato. Lì vicino sorge una bella chiesa e decidiamo di andare a vederla. Lì in mezzo a quei grattacieli sembra capitata per caso…È la Trinity Church, all’ incrocio tra Broadway e Wall Street (da non confondere con la St. Paul chapel, che sorge a pochi isolati di distanza e fa parte della stessa parrocchia, e che ospita anch’ essa un cimitero e anche molti oggetti relativi all’ 11 settembre).

Questa chiesa episcopale sorge nel lontanissimo 1697, ma lo stile neogotico che oggi la caratterizza le viene dato molto piu tardi, dopo diverse distruzioni e ricostruzioni. Nel 1846 il suo campanile era l’ edificio più alto di tutta New York e per un certo periodo è stato utilizzato come faro. Il giardino intorno ospita un cimitero antico quanto la chiesa. Mi piacciono i cimiteri, soprattutto quelli con vecchie lapidi come questo, ma di notte credo abbia un aspetto decisamente spettrale! Per vedere un bello scorcio della chiesa camminiamo lungo Wall Street e a questo punto arriviamo davanti al famoso edificio che ospita la Borsa. Fuori campeggia una bandiera americana gigantesca, e schiere di giornalisti sono sempre pronti a collegarsi ai TG di tutto il mondo.

Ritorniamo sui nostri passi perchè ora il nostro obiettivo è un altro: vedere Miss Liberty. Facciamo due passi lungo Battery Park, il polmone verde di Lower Manhattan e raggiungiamo il molo da cui partono i traghetti per Staten Island. Staten Island è uno dei 5 borough di New York ed è collegato 24 ore su 24 a Manhattan da ferry gratuiti. La rotta di questi traghetti passa molto vicino alla Statua della Libertà, permettendo di ammirarla e scattare belle fotografie.

Miss Liberty e Lower Manhattan visti dal ferry

A Staten Island non ci stiamo a lungo, anche se è il quartiere più ricco di parchi verdi di tutta New York e varrebbe la pena spenderci almeno qualche ora. Inoltre da qui si può raggiungere e percorrere il ponte di Verrazzano, che collega Staten Island a Brooklyn: è un’ opera urbanistica grandiosa, fino al 1981 è stato il ponte sospeso più lungo del mondo. È anche famoso per essere il punto di partenza della Maratona di New York.

Noi però abbiamo le ore contate, quindi rientriamo a Manhattan per andare a percorrere quella che scoprirò essere la strada di New York che amo di più: la magnifica Fulton Street.

Principale via del South Seaport District, con i suoi edifici di mattoni rossi e le vecchie insegne commerciali ha un fascino retró difficilmente individuabile nelle aree più moderne di Manhattan. Sebbene la strada sia stata “creata” per i turisti, non sono molti quelli che arrivano fino qui. Passeggiare lungo Fulton Street fa sentire come a casa. C’era un caratteristico Fish Market, purtroppo trasferito nel Bronx. Al numero 11 c’è uno spazio espositivo dove troviamo la mostra Body: the Exhibition, che decidiamo di vedere.

All’ angolo con Pearl street si trova anche un monumento commemorativo del disastro del Titanic, un piccolo faro piantato in mezzo all’incrocio.

Con un ultimo immane sforzo raggiungiamo il ponte di Brooklyn, che mette in comunicazione Manhattan e Brooklyn. Fa caldissimo e noi siamo molto stanchi, il percorso pedonale per salire sul ponte è pieno di gente e ci pare non finire mai. Lungo la salita alcuni venditori ambulanti vendono bottigliette d’ acqua a peso d’ oro. Finalmente raggiungiamo la famosa campata, foto di rito e rientro diretto in hotel.

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Ponte di Brooklyn

New York, itinerario: day 3

Dopo una abbondante colazione al Tic Toc, locale tipicissimo americano (panche in legno, cameriera che gira fra i tavoli con thermos di caffè…) sotto al nostro hotel, oggi ci dedichiamo alla zona di Central Park. Andiamo a piedi fino all’ angolo del parco con la V Avenue dove noleggiamo due biciclette. Central Park è davvero grandissimo e girarlo muovendosi a piedi significa impegnare diverse ore. Con la bici possiamo raggiungere velocemente gli angoli che vogliamo visitare.

In sella alla nostra due ruote raggiungiamo The Lake, uno dei laghi principali del parco, attorno a cui sorgono diverse attrazioni dove vale la pena fare una sosta: il Bow Bridge, uno dei sette ponti in ghisa che si trovano a Central Park; la Bethesda fountain, considerata il cuore del parco; e il Loeb Boathouse, uno dei due ristoranti di Central Park dove è possibile noleggiare una barchetta per pochi dollari e fare una gita sul lago.

A quiet moment at Bow Bridge early this morning. 🍃

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Da qui pedaliamo fino al limite superiore di Central Park per raggiungere Harlem. La nostra idea è assistere a una messa gospel, ma arriviamo a funzione già iniziata e non possiamo entrare. Ci limitiamo quindi a un giro in bici per le strade. Torniamo verso Central Park, questa volta percorriamo il lato ovest.

Ci fermiamo subito alla St. John the divine Church, una delle cattedrali più grandi al mondo e punto di riferimento della chiesa anglicana. La costruzione è iniziata piu di un secolo fa, proseguita a singhiozzo lungo i decenni mescolando stili gotico, romanico e bizantino e tutt’ora è un’ opera incompiuta.

Torniamo verso Central Park e percorrendo una delle strade del lato ovest raggiungiamo l’ American Museum of Natural History, celeberrimo ormai in tutto il mondo per aver ospitato le riprese dei film della serie “Una notte al Museo” con Ben Stiller. Non ci fermiamo a lungo, diciamo che oggi che abbiamo due bambini potremmo tranquillamente dedicargli una giornata intera!

Un luogo che invece vogliamo vedere è il Dakota Building, poco distante dal museo. Qui fu assassinato John Lennon. La moglie Yoko Ono vive tutt’ ora nel loro appartamento all’ interno di questo bellissimo edificio. Inoltre il film di Roman Polansky “Rosemary’s baby” fu idealmente ambientato proprio in un appartamento del Dakota. In realtà solo le riprese esterne furono girate qui, mentre gli interni furono totalmente ricostruiti in studio.

Questo edificio da decenni fa parte del National Trust for History Preservation; ha rappresentato un’ autentica innovazione al momento del suo progetto nel 1880: è stato il primo condominio per ricchi ed ha avuto da subito un enorme successo. Si affaccia direttamente su Central Park, non a caso sull’ area del parco denominata Strawberry Field e dedicata proprio a John Lennon. In questa zona troviamo un mosaico circolare donato alla città di New York da un gruppo di mosaicisti di Napoli.

Riconsegnamo le biciclette e , dopo un po’ di meritato riposo nel verde del parco, andiamo al MoMA. Abbiamo scelto di vedere solo questo museo per quanto riguarda l’ arte, e selezioniamo molto le opere che ci interessano.

Finita la visita decidiamo di tornare a passeggiare a Central Park. In questi giorni si svolge il Summer Festival, una serie di eventi musicali gratuiti. Senza volerlo arriviamo durante l’ esibizione dell’ unico artista italiano invitato a partecipare: Lorenzo Cherubini.

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New York, itinerario: day 4

Ultimo giorno del nostro itinerario. Oggi ce la prendiamo comoda, in questi giorni abbiamo macinato miglia e miglia a piedi (anche un po’ in metro…).

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Non posso non accontentare Matteo e andiamo alla visita guidata del Madison Square Garden, la famosa arena che ospita decine di eventi musicali e sportivi ogni anno. E’ anche lo stadio ufficiale dei New York Knicks di basket e dei New York Rangers di hockey. E’ uno spazio davvero camaleontico che si presta ad eventi diversissimi fra loro. Il tour racconta la storia del Garden e visitiamo sia l’ arena stessa che gli spogliatoi delle squadre. Abbiamo anche la sfacciata fortuna di incontrare una cheerleader!

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Madison Square Garden

Finito il tour dedichiamo il resto della giornata a qualcosa di impossibile da fare a New York: lo shopping! Dalla V Avenue (dove assistiamo alle riprese del nuovo spot di Tiffany) fino a tutta la Broadway, i negozi si susseguono senza sosta. Menziono ovviamente Tiffany, NikeTown e tutti i negozi di marche americane come Timberland, Levi’s, Ralph Lauren che qui sono ovviamente molto più convenienti che in Italia.

L’ ultima serata la dedichiamo ad avverare un mio sogno: assistere ad un musical a Broadway. E così andiamo al Minskoff Theatre a vedere…The Lion King, l’ intramontabile Re Leone.

Info utili: come raggiungere Manhattan

Dall’ Aeroporto JFK il mezzo pubblico più rapido e comodo per raggiungere Manhattan è l’ Air Train. Basta quindi seguire le indicazioni quando si entra nel terminal e scegliere il treno con destinazione Jamaica Station, da cui poi si prenderà la metropolitana. L’ Air Train costa $5 e si paga in arrivo (ci sono macchinette automatiche prima dei tornelli di uscita). Si può acquistare anche la Metrocard per la metropolitana, in base ai giorni di permanenza, o un carnet di biglietti.

Dall’ Aeroporto di Newark (New Jersey) si può arrivare a Manhattan con Air Train Newark direttamente alla Penn Station (Midtown) oppure con la Path (Port Authority Trans Hudson) che ha una delle sue stazioni principali al World Trade Center. Quindi se alloggiate a Lower Manhattan questo è sicuramente il mezzo più rapido ed economico, visto che si paga con la Metro card e una corsa costa circa $3.

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18 Risposte a “NEW YORK, ITINERARIO PER VISITARLA IN 4 GIORNI”

  1. Complimenti e grazie! Vi ho accompagnato volentieri in questo viaggio di 4 giorni a New York. Un giro in bicicletta a Central Park e una messa Gospel…si! Li voglio! 🙂

  2. La mia seconda casa… I miss it! Brooklyn è sicuramente sottovalutata, meriterebbe di essere più esplorata.

    1. cristianafranzini dice: Rispondi

      Decisamente. Ci siamo tornati l’ anno successivo e siamo stati a Brooklyn un paio di giorni, ma sono comunque pochi

  3. New York continua ad essere uno dei viaggi più belli che ho fatto,che ricordo con gli occhi a cuoricino.. . E in cui tornerei subito 🙂

  4. Bellissimo il vostro itinerario. Nella nostra visita a New York è mancato uno spettacolo a Broadway ma ci rifaremo la prossima volta!

  5. L’errore più grande che feci io a NY fu quello di inserire decisamente troppi musei. Avrei voluto gedermi di più le sue strade ed il suo parco ma la neve ed il gelo mi portarono a passare molto tempo nei musei. Bellissimo il vostro itinerario e che fortuna quella di trovare Jovanotti proprio lì!

  6. Hai ragione, NY strega, NY è anche per me l’unica città in cui ritornerei più e più volte. E si che io sono amante di deserti e animali :). I tuoi 4 giorni sono stati intensissimi, hai visto più tu in 4 giorni che io in una settimana. Devo assolutamente ritornarci per vedermi Brooklyn e il palazzo dell’Onu! Mi segno questo post perchè è davvero molto particolareggiato, una guida in miniatura sulla grande mela! Ben ben fatto.

    1. cristianafranzini dice: Rispondi

      Grazie mi fa piacere!

  7. Cristiana* 😛

  8. Non sono ancora stata a NY, ma forse l’anno prossimo sarà quello buono: questo post chiarisce molto le idee, grazie Cristina!

  9. Stampato e girato anche per email a mio figlio. Andrà a NY in autunno quindi potrebbe essergli molto utile 🙂 graIe per informazioni 🙂

    1. cristianafranzini dice: Rispondi

      grazie a te Sofia, di sicuro si divertirà un sacco!

  10. Anche io tornerei a new York oggi stesso. Bellissima. I tuoi itinerary sono perfetti. Purtroppo io 4 anni fa mi concentrai solo su Manhattan… Vorrei tornare e vivere anche un pò Brooklyn.

    1. cristianafranzini dice: Rispondi

      infatti noi ci siamo tornati l’ anno successivo e abbiamo dedicato qualche giorno anche a Brooklyn!

  11. Vedere New York è uno dei miei sogni! Se riuscirò a realizzarlo, rimetterò sicuramente mano al tuo articolo!

  12. New York è una città che sa stregare: leggere il tuo itinerario è stato un tuffo indietro nel tempo. Bellissimo!

  13. questo è stato il post più bello e più utile che ho letto finora su New York. Non ci sono ancora stata ed è una delle mie mete segnate per il futuro (spero presto). Il giro che hai descritto mi piace tantissimo e 4 giorni sono l’ideale per una panoramica veloce. I 3 gg rimanenti li utilizzerei per rivedere con più calma le cose che mi sono piaciute di più. Grazie.

    1. cristianafranzini dice: Rispondi

      grazie Raffaella, mi hai fatto davvero un bel complimento!

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