Il Borneo era una delle tappe che aspettavo con più curiosità del nostro viaggio nel Sud-est asiatico. Nell’immaginario collettivo è sinonimo di foresta pluviale, oranghi e natura incontaminata, ma finché non ci si trova davvero immersi nella sua giungla è difficile comprendere quanto questo luogo sia speciale, vero, in alcuni punti ancora incontaminato e in altri completamente violentato.
Qui la natura è protagonista assoluta, i fiumi scorrono lenti attraverso una vegetazione fittissima e ogni rumore proveniente dalla foresta lascia immaginare la presenza di qualche animale nascosto tra le foglie. È uno dei pochi posti al mondo dove è ancora possibile osservare gli oranghi nel loro habitat naturale, avvistare scimmie nasiche, coccodrilli, buceri e, con un po’ di fortuna, persino gli elefanti pigmei del Borneo.
Ma il Borneo non è soltanto fauna selvatica. È anche un viaggio lento, fatto di escursioni in barca lungo i fiumi, tramonti infuocati, villaggi tradizionali e parchi nazionali che custodiscono alcune delle foreste più antiche del pianeta. E allo stesso tempo è la delusione dei suoi abitanti per le scelte dei Governi, nel vedere la foresta devastata per lasciare posto a distese di palme da olio, a perdita d’occhio. Al punto che non ci sono più terreni per costruire nuovi villaggi e insediamenti abitativi, se non a costi esorbitati.
In questo articolo ti racconto il nostro viaggio in Borneo, con tutte le informazioni utili per organizzare l’itinerario, cosa vedere assolutamente e perché questa è stata una delle esperienze più autentiche e sorprendenti del nostro viaggio in Malesia.
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Itinerario in Borneo di 9 giorni: oranghi, giungla e mare nel Sabah
Quando abbiamo iniziato a pianificare il nostro viaggio in Malesia, il Borneo era una delle tappe che aspettavamo con maggiore curiosità. Da una parte c’era il desiderio di vedere gli oranghi nel loro habitat naturale (se ci seguite da un po’ saprete che spesso l’idea del viaggio nasce dalla volontà di vedere un determinato animale!), dall’altra quello di esplorare alcune delle acque più belle del Sud-est asiatico.
Il risultato è stato un viaggio che ci ha regalato due anime completamente diverse dello stesso territorio: la foresta pluviale del Sabah, con la sua incredibile biodiversità, e il mare cristallino che circonda Semporna e le sue isole.
Se stai organizzando un itinerario in Borneo di una decina di giorni, questo percorso può essere un’ottima fonte di ispirazione. E, per chi viaggia in famiglia, possiamo dire che è stata una destinazione che abbiamo trovato sicura e adatta anche ai bambini, grazie a strutture ben organizzate, guide esperte e attività facilmente gestibili con qualche accortezza.
Giorno 1: arrivo a Sandakan e trasferimento a Sepilok
Il nostro viaggio nel Borneo malese è iniziato con l’arrivo all’aeroporto di Sandakan. Diciamo pure che passare da Singapore a Sandakan non è stato indolore! L’aeroporto è molto spartano…avevo letto in diversi forum che alcuni viaggiatori avevano lasciato l’aeroporto senza timbro di ingresso in Malesia e mi chiedevo come fosse possibile! A noi non è successo qui, ma abbiamo rischiato all’aeroporto di Tawau quindi meglio avere ben presente come funziona l’ingresso in un Paese straniero. Erano le 18 ed era tutto chiuso. Nemmeno un ATM c’era e, a differenza di Singapore, in Borneo il denaro contante è fondamentale. La connessione Internet ovunque è poco stabile, nelle zone remote ci sono anche sospensioni dell’elettricità frequenti. È il caso di arrivare con denaro contante? Se riuscite si, risparmierete tempo.
Comunque abbiamo preso un taxi perché con Grab non veniva a prenderci nessuno…abbiamo dovuto insistere parecchio perché avevamo solo un po’ di dollari americani e euro, e il taxista non si capacitava del tasso di cambio. Ovviamente non parlava inglese. Alla fine lo abbiamo convinto, anche i bambini gli hanno fatto gli occhi dolci e stanchi. Così, dopo aver caricato i bagagli ed essermi erroneamente seduta al posto di guida…ha pensato che era meglio portarci via da lì.
Da qui abbiamo raggiunto Sepilok, una piccola località immersa nel verde che rappresenta il punto di partenza ideale per esplorare la natura del Sabah.
Nonostante la vicinanza alla città, l’atmosfera cambia immediatamente: la foresta sembra inghiottire ogni cosa e il canto degli uccelli sostituisce il rumore del traffico.
Siamo stati due notti ospiti del Paganakan Dii Tropical Retreat, una struttura eco-sostenibile a due passi dai punti di interesse di Sepilok.
Offre lodge semplici ma puliti immersi nel verde, e un’area reception dove consumare anche i pasti e con un terrazzo affacciato sulla foresta. È una struttura che mi sento di consigliare anche a chi viaggia con bambini: l’alloggio era molto spazioso per 4 persone, con letti comodi e zanzariere. Il bagno è molto spartano e all’aperto, molto suggestivo. I pasti sono abbastanza variegati, comunque fra pollo, riso e pesce anche i ragazzi hanno sempre mangiato senza problemi.
Gli oranghi di Sepilok
L’attrazione più famosa della zona è senza dubbio il Sepilok Orangutan Rehabilitation Centre, uno dei centri di recupero per oranghi più importanti del mondo.

Qui vengono accolti esemplari rimasti orfani o confiscati al commercio illegale, con l’obiettivo di reintrodurli gradualmente in natura.
Il nostro lodge organizzava il trasferimento andata e ritorno ad orari prestabiliti ma efficaci per poter visitare sia questo centro che quello degli orsi malesi.
La visita al Sepilok Orangutan Rehabilitation Center è autonoma, una volta entrati ci si può intrattenere fino a quando lo si desidera. Il percorso è obbligato e definito dalle passerelle in legno che attraversano la foresta. Il contatto con le scimmie presenti nell’area può essere molto ravvicinato!
ORARI di APERTURA:
tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16, tranne il martedì dalle 9 alle 11 e dalle 14 alle 16
FEEDING TIME alle 10 e alle 15
arrivare almeno 15 minuti prima!
Il luogo in cui è più semplice avvistare gli oranghi è la piattaforma di alimentazione nel momento della somministrazione dei pasti, alle 10 e alle 15. Per non disturbare gli animali si consiglia di arrivare con un po’ di anticipo ad accomodarsi sulle tribune presenti.
Un ranger posizionerà la frutta nell’area di accesso degli animali…ma vedrete che diversi oranghi e altri primati staranno già stazionando nei dintorni, in attesa del succulento pasto. Questo “accesso” guidato dall’uomo non toglie fascino al momento, sembra di guardare un documentario coi propri occhi. Abbiamo assistito anche a momenti di tensione, quando un macaco ha tentato di sottrarre un cocomero ad un orango.
Vederli da vicino è un’esperienza difficile da dimenticare…Nei loro gesti e nelle loro espressioni è impossibile non riconoscere qualcosa di profondamente familiare, le espressioni dolcissime che i cuccioli scambiano con le loro mamme sono da togliere il fiato.
Il centro di conservazione degli orsi malesi
A pochi minuti di distanza si trova il Bornean Sun Bear Conservation Centre, dedicato alla tutela dell’orso malese, il più piccolo tra gli orsi esistenti.
Molti visitatori arrivano qui soprattutto per gli oranghi, ma la visita merita assolutamente. Gli spazi sono ben progettati e consentono di osservare questi animali mentre si muovono tra alberi, piattaforme e zone ombreggiate. Anche in questo caso si tratta di individui in difficoltà e salvati.
Gli orari di apertura sono dalle 9 alle 15:30 tutti i giorni.
Escursione notturna al Rainforest Discovery Centre
La sera dello stesso giorno abbiamo partecipato a una passeggiata guidata nel Rainforest Discovery Centre. L’abbiamo prenotata la mattina stessa tramite il lodge .
Le visite sono alle 18 e alle 20. Avremmo preferito quella delle 18 ma era al completo, quindi siamo andati a quella delle 20. Quindi se desiderate partecipare magari prenotatela qualche giorno prima.
Come funziona? Prima di partire i ranger fanno un breve briefing per spiegare come si svolge la visita e cosa si può osservare. È importante sapere che nella foresta di notte il buio è TOTALE. Non si vede ad un metro dal proprio naso. Se avete bambini teneteli sempre per mano! È altrettanto importante che ognuno abbia una propria torcia o luce frontale, per vedere dove mettere i piedi: i sentieri sono ben percorribili ma in alcuni punti abbiamo attraversato tratti con radici molto sporgenti e ciottoli.
In generale, camminare nella foresta dopo il tramonto è un’esperienza completamente diversa rispetto al giorno. Con l’aiuto delle torce si possono osservare insetti, ragni, anfibi e piccoli animali che durante le ore di luce rimangono nascosti.
L’atmosfera è quasi surreale: grazie al buio totale e all’acuirsi degli altri sensi, i rumori della giungla sembrano amplificarsi.
Cosa abbiamo visto? Tartarughe, ragni, insetti giganteschi e due chicche: un piccolo tarsio aggrappato ad un arbusto ed un loris lento, animale di cui ignoravamo l’esistenza fino a quel momento!
La passeggiata dura poco meno di due ore, il tratto percorso è breve ed alla portata di tutti
Giorni 2 e 3: il fiume Kinabatangan e la fauna selvatica
Il giorno successivo ci trasferiamo a Sukau, sul fiume Kinabatangan.
Adira, l’host del Sukau Sandipau Homestay, viene a prenderci in auto. È un viaggio piuttosto lungo (circa 3 ore) ma dovendo fare spese a Sandakan organizza così il nostro transfer. Viene a prenderci al mattino e andiamo insieme in un centro commerciale di Sandakan, dove ci intratteniamo per un paio d’ore e anche noi facciamo provviste per i giorni successivi, poiché l’alloggio di Adira sorge sulla riva del fiume totalmente isolato da altri centri abitati.
Ripartiamo con il suo pick-up carico dei nostri bagagli e di borse della spesa, e attraversiamo un’area del Borneo completamente deturpata.
La foresta è stata letteralmente sostituita da piantagioni di palme da olio, che si distendono a vista d’occhio in tutte le direzioni. Adira ci racconta che inizialmente la coltivazione era stata vantaggiosa per i posti di lavoro creati, ma che sotto la spinta delle Compagnie agricole il Governo aveva ceduto e dato in concessione quasi tutti i terreni con contratti di decine di anni. I giovani di oggi sono in grave difficoltà perché non ci sono spazi per costruire nuovi villaggi e abitazioni, se non a prezzi spropositati.
Dopo alcune ore di auto avvistiamo il fiume e, finalmente, il nostro nuovo alloggio. Per raggiungerlo però ci aspetta una piccola prova: attraversare il fiume su una barchetta piuttosto instabile. Grazie al padre di Adira carichiamo armi e bagagli e navighiamo in pochi minuti fino alla sponda opposta, dove un molo altrettanto difficoltoso ci permette di rimettere i piedi sulla terra ferma.
Gli alloggi di Adira sono estremamente semplici: piccole casette col tetto in lamiera. All’interno solo due materassi a terra, un ventilatore e le zanzariere. C’è anche un piccolo bagno.
Ma l’ambiente circostante è favoloso. La foresta ci avvolge completamente, e il fiume Kinabatangan, sebbene infestato da coccodrilli, scorre placido davanti a noi.
Questo fiume è considerato uno dei luoghi migliori di tutto il Sud-est asiatico per l’osservazione della fauna selvatica.
Abbiamo trascorso qui due notti partecipando a diverse escursioni in barca all’alba e al tramonto.
Ogni uscita è diversa dalla precedente. La corrente scorre lenta mentre le guide cercano tra la vegetazione i movimenti degli animali.

Durante le navigazioni abbiamo osservato numerose specie di scimmie, tra cui le iconiche scimmie nasiche, facilmente riconoscibili per il caratteristico naso pronunciato dei maschi. Abbiamo inoltre avvistato macachi, buceri e coccodrilli lungo le rive del fiume.
Ma ciò che rende speciale il Kinabatangan non è soltanto la quantità di animali presenti. È la sensazione di trovarsi all’interno di un ecosistema ancora autentico, dove la natura detta i ritmi della giornata.
Le escursioni si svolgono con guide locali esperte e barche stabili, un aspetto che abbiamo apprezzato particolarmente e che rende questa esperienza adatta anche alle famiglie con bambini.
Da Sukau a Semporna
Dopo l’esperienza nella giungla abbiamo raggiunto Semporna in autobus.
La cittadina in sé non offre particolari attrazioni turistiche, ma rappresenta la porta d’accesso ad alcune delle isole più spettacolari della Malesia.
Da qui abbiamo preso una barca per raggiungere il nostro alloggio costruito su palafitte direttamente sul mare.
Cinque giorni tra le isole di Semporna
La parte finale del viaggio è stata completamente diversa rispetto ai giorni trascorsi nella foresta.
Le acque attorno a Semporna sono famose in tutto il mondo per la straordinaria trasparenza e per la ricchezza dei fondali.
Per cinque giorni abbiamo alternato momenti di relax a escursioni in barca verso le isole dell’arcipelago.
Spiagge di sabbia bianca, lingue di sabbia che emergono con la bassa marea, mare turchese e barriere coralline ricche di vita marina creano paesaggi che sembrano usciti da una cartolina.
Anche chi non pratica immersioni può godersi pienamente questo angolo di paradiso grazie allo snorkeling, che permette di osservare facilmente pesci tropicali e coralli a pochi metri dalla superficie.

La struttura che abbiamo scelta è la Sky Water Villas, che offre un pacchetto all inclusive con trasporto a/r su Semporna e due escursioni di un giorno alle isole: una a Bohei Dulang, Mantabuan e Sibuan Island; l’altra a Timba-Timba, Mataking e Pom-Pom Island.

Essendo la struttura una palafitta in mezzo all’acqua, la possibilità di fare escursioni diventa imprescindibile per non annoiarsi. Sebbene avessimo a disposizione kajak e canoe, non è consigliato allontanarsi troppo a causa delle forti correnti.
Il nostro giudizio sul Borneo
Se dovessi descrivere il Sabah con una sola parola sceglierei “incontaminato”.
Nel giro di pochi giorni siamo passati dalla foresta pluviale più antica del pianeta alle acque cristalline del Mare di Celebes.
Abbiamo osservato oranghi e orsi malesi, navigato lungo il Kinabatangan alla ricerca di animali selvatici e concluso il viaggio circondati da alcune delle spiagge più belle della Malesia.
Per chi ama la natura, il Borneo non è una semplice destinazione: è un’esperienza che permette di entrare in contatto con ambienti e specie animali che stanno lentamente scomparendo dal resto del mondo.
Ed è proprio questo che rende un viaggio nel Sabah così speciale.

