BRETAGNA E NORMANDIA L’ITINERARIO IDEALE

by cristianafranzini
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Quest’anno è stato davvero particolare. La pandemia, il lockdown, l’incertezza sulla possibilità di uscire dai confini o di potervi rientrare senza quarantena, tutto ha contribuito a rimandare continuamente il tema “viaggio” che a noi è così caro. Non abbiamo mai perso la speranza, ma non abbiamo nemmeno voluto rischiare con prenotazioni che poi magari sarebbero andate perse. La meta nella nostra testa era il nord della Francia, in particolare Bretagna e Normandia (che poi è diventato Normandia Bretagna una volta stilato l’itinerario).

A fine luglio le condizioni ci sembravano abbastanza favorevoli alla partenza, quindi abbiamo pianificato di partire lunedì 3 agosto e fare una tappa intermedia fra casa e Rouen, nostra prima destinazione. Ma ormai l’incertezza regnava sovrana anche nelle nostre menti. Così domenica mattina ci siamo svegliati, abbiamo cancellato la prenotazione fatta il giorno precedente, abbiamo cambiato itinerario e siamo partiti nel primo pomeriggio. Avevamo ipotizzato di passare la notte nei pressi di Lyon, si e no avevamo guardato la strada (e infatti siamo rimasti molto sorpresi dal costo del pedaggio del Traforo del Frejus, che non avevamo previsto!). È in questa condizione di precarietà che nasce il nostro itinerario ideale in Normandia e Bretagna. Inventato giorno per giorno.

Bretagna e Normandia l’itinerario ideale

Un itinerario in Normandia e Bretagna degno di questo nome dovrebbe durare non meno di 12-14 giorni, facendo comunque una grossa selezione sulle cose da visitare. L’estensione di Bretagna e Normandia è più vasta del Piemonte e della Lombardia e, se la Normandia ha una forma piuttosto regolare che consente di spostarsi abbastanza velocemente, lo stesso non si può dire della Bretagna e delle sue coste profondamente frastagliate, che allungano non di poco i tempi di percorrenza da un punto di interesse all’altro. Chiariamo subito che il nostro itinerario ideale in Bretagna e Normandia si può definire tale per noi, per quelle che sono le nostre esigenze in viaggio: stare tanto all’aria aperta, concedersi qualche ora di mare, non troppi musei e ben selezionati perché anche i bambini possano goderne. E, non meno importante, poter rientrare a casa nel momento stesso in cui lo avessimo voluto.

La situazione sanitaria ci ha concesso di poter lasciare tutto (o quasi) al caso, prenotando di giorno in giorno le nostre tappe, e definendo l’itinerario man mano che procedevamo. Certo avevamo i nostri must (le spiagge delle sbarco, Saint-Malo, Mont-Saint-Michel), ma tutto il resto è arrivato da sé.

Nel complesso siamo stati piuttosto fortunati, soprattutto con il meteo: non è da tutti passare le vacanze in Bretagna e Normandia e non prendere una goccia d’acqua! Ma adesso basta perdere tempo, vi lascio al nostro itinerario in Normandia e Bretagna.

Itinerario Normandia Bretagna: Rouen

La prima tappa del nostro itinerario in Normandia è Rouen, capoluogo della regione.Si trova a circa due ore a nord da Parigi, ed è facilmente raggiungibile anche in aereo atterrando all’aeroporto di Beauvais.Si tratta di una cittadina raccolta con un centro storico molto caratteristico, con la grande cattedrale tanto amata da Monet e le bellissime case a graticcio. Rouen è nota anche per essere stata teatro della morte sul rogo di Giovanna d’Arco nel 1433. A Rouen ci siamo fermati due notti e due giorni non da dedicare interamente alla città, che però è un’ottima base per visitare diversi punti di interesse nei dintorni: Giverny con i giardini di Monet distano circa un’ora di auto, Les Andelys e il castello di Riccardo Cuor di Leone si trovano a soli 40 km. Inoltre nei dintorni di Rouen si possono vedere i ruderi di diverse abbazie. Noi abbiamo scelto di vedere l’abbazia di Jumieges, forse la meglio conservata in zona (e infatti si paga un ticket di ingresso, altre sono gratuite).

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Uno dei luoghi più mistici che abbiamo visitato in Normandia: l'abbazia di Jumieges. Nonostante lo scorrere del tempo abbia lasciato solo un affascinante rudere, qui si respira ancora quell'aria di segreti tramandati. Il grande parco verde lo rende un luogo adatto anche alle famiglie con bimbi piccoli. L'abbazia di Jumieges si trova a circa 30 km a nord di Rouen. _________________________________________ #viaggiinfamiglia #viaggiareconibambini #normandie #normandietourisme #jumieges #abbazia #ruderi #misticismo #france🇫🇷 #normandia #blogdiviaggi #travelblogger #passionpassport #instatravel #wandering #storia #abbayedejumieges #viaggioinfrancia #architettura #architetturareligiosa #bambiniinviaggio #bimbinviaggio #famigliainviaggio #famigliegiramondo #famiglieglobetrotter

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Il giorno che abbiamo lasciato la casa di Rouen ci siamo spostati verso la costa atlantica per vedere le famose scogliere di Etretat, con i magnifici e candidi archi naturali, e il piccolo villaggio di Honfleure. Per raggiungere Honfleure da Etretat si supera la profonda insenatura che costituisce il porto di Le Havre, il secondo porto di Francia in quanto a movimentazione di merci (il primo è Marsiglia). Vale la pena percorrere questa strada, perché per oltrepassare Le Havre si attraversa un’opera di ingegneria civile impressionante: le Pont de Normandie, progettato da Calatrava.

Le scogliere di gesso di Etretat

Itinerario Normandia e Bretagna: Caen

Dopo aver trascorso le prime due notti a Rouen ci spostiamo nei pressi di Caen, anche se in realtà abbiamo preferito alloggiare in una chambre d’hôtes in campagna, a circa mezz’ora dalla città. Anche qui ci siamo fermati due notti, ma probabilmente tre sarebbero state il tempo più giusto da dedicare a questa zona. È infatti questo il tratto di costa che ha visto sbarcare gli alleati nel famoso D-Day il 6 giugno 1944. Si sente spesso parlare della spiaggia di Omaha ma in realtà le spiagge dello sbarco in Normandia sono cinque e ognuna di loro meriterebbe una visita.

Omaha Beach è una spiaggia lunga diversi chilometri ed è stata il fulcro dello sbarco degli alleati americani e inglesi. Ad Arromanches-les-Bains invece, circa 15 km a est di Omaha Beach, sono ancora visibili con la bassa marea i cassoni in cemento che costituivano il gigantesco porto di Mulberry, costruito a mani nude ed utilizzato per trasportare materiale bellico sulle coste francesi, poi distrutto da una tempesta. C’è anche Point du Hoc, promontorio su cui sono ancora visibili i bunker tedeschi e dove sono state lasciate le mitragliatrici originali.

L’entroterra della zona delle spiagge dello sbarco in Normandia è punteggiato di musei dedicati, e almeno un paio andrebbero visti. Noi ci siamo concentrati sul Overload Museum e sul Museo 6 giugno 1944 proprio nei pressi di Omaha Beach. Un altro punto di interesse imperdibile è senz’altro il Cimitero Americano in Normandia, che da solo richiede almeno un paio d’ore per la visita.

Oltre alla costa in questa zona della Normandia ci sono anche la città di Caen, vivace città universitaria che noi abbiamo saltato a piedi pari, e un altro luogo che da solo vale il viaggio: Bayeux e il suo arazzo. prima di leggere un pochino la Longhi Planet non avevamo idea di che cosa si trattasse Ma chiunque dei nostri amici fosse stato in Normandia ci ha caldamente consigliato di andare a vedere questo famoso arazzo lungo 70 metri che racconta la conquista della Bretagna e dell’Inghilterra da parte di Guglielmo il Conquistatore, Duca di Normandia. Pensate che questo arazzo è stato tessuto più di 1000 anni fa. Oltre all’arazzo, la cittadina di Bayeux merita sicuramente una visita: è molto curata, con bellissimi nei negozi e brasserie.

Omaha Beach

Itinerario Normandia e Bretagna: Mont-Saint-Michel

Non poteva ovviamente mancare la visita a le Mont-Saint-Michel, l’iconico borgo arroccato su una minuscola isola all’interno della baia omonima.

Percorrendo la strada che ci avrebbe condotto al suo cospetto siamo rimasti abbagliati dal profilo dell’abbazia, la sagoma così caratteristica è impossibile da non riconoscere. Mont-Saint-Michel è uno dei luoghi simbolo della regione, e un itinerario in Normandia non può prescindere dal fare una sosta qui.

In realtà la visita a Mont-Saint-Michel si limita alla visita dell’abbazia, poiché di fatto è l’unica cosa che vi si trova. Le poche vie presenti all’interno delle mura esistono solo per portare all’ingresso di questa storica dimora benedettina. L’accesso va assolutamente prenotato onde evitare il rischio di non trovare più biglietti.

L’accesso a Mont-Saint-Michel è piuttosto arzigogolato, proprio per la conformazione del territorio: trattandosi di isola, è necessario attraversare un lungo ponte. E trattandosi di uno dei luoghi più visitati di tutta la Francia, prima di arrivare al ponte è necessario affrontare tutta la trafila del trovare parcheggio, che sono molti e capienti, ma che sono situati tutti a 3 km dal borgo. Per percorrere gli ultimi 3 chilometri ci sono diversi modi: i più gettonati sono sicuramente la passeggiata a piedi o la navetta gratuita, che fa la spola ininterrottamente dalle 7,30 del mattino all’una di notte. Qualcuno decide saggiamente di noleggiare una bici.Il problema della navetta sta solo nella estenuante coda che si crea in sua attesa.Oltre a visitare l’abbazia, il consiglio è quello di tenere sott’occhio l’orario delle maree per poter apprezzare lo spettacolo della marea montante.

Tramonto a Mont-SaintMichel

Itinerario in Normandia e Bretagna: Rennes

Con Le Mont-Saint-Michel lasciamo la Normandia e entriamo ufficialmente in Bretagna.

La nostra idea è continuare a visitare la costa e il dipartimento della Côte d’Armor ma la carenza di alloggi (si va verso la settimana di Ferragosto) ci costringere a correre ai ripari affittando un appartamento per due notti a Rennes.

Rennes è il capoluogo della Bretagna ed è comunque un discreto luogo di partenza per esplorare anche la costa. Da qui abbiamo infatti raggiunto la mitica quanto deludente Saint-Malo, la città corsara, e la piccola perla che è Cancale. Le due cittadine si visitano nella stessa giornata. Distano l’una dall’altra appena 20 minuti di auto. A Cancale si va essenzialmente per gustare le ostriche sulle bancarelle del piccolo porto, dietro al quale si trova uno dei più importanti allevamenti di questo pregiato mollusco. Sono gli stessi allevatori a vendere al dettaglio a prezzi decisamente concorrenziali rispetto all’Italia.

Per quanto riguarda Saint-Malo, la cinta muraria con i possenti bastioni promette bene, ma in realtà all’interno delle mura si snodano le vie dello shopping e poco altro. Interessante invece raggiungere Fort National e la tomba di Chateubriand su due piccole isole quando c’è bassa marea. Quindi anche qui è necessario avere presenti gli orari delle maree, anche per vedere l’oceano lambire i bastioni.

Avendo un giorno in più, o organizzando diversamente la giornata, nei paraggi ci sono anche Dinard, sulla costa, e Dinan, cittadina medievale nell’entroterra. Dinard si trova proprio di fronte a Saint-Malo ed è raggiungibile in 15 minuti di taxi-boat.

Avendo casa a Rennes noi abbiamo preferito dedicare un po’ di tempo alla città, che merita sicuramente una visita. Rennes è sede del Parlamento della Bretagna, ha un centro storico molto curato e la maggior concentrazione di case a graticcio di tutta la regione: se ne contano quasi 300, una più bella dell’altra. Spiccano anche la cattedrale di Saint Pierre, i cui interni in marmo sono un vero tocco di colore rispetto al granito utilizzato nella maggior parte degli edifici, e la piazza del municipio.

Itinerario in Normandia e Bretagna: il Golfo di Morbihan

Arrivati a questo punto del viaggio, la nostra scelta su cosa visitare in Bretagna è piuttosto obbligata. Non ci rimangono molti giorni (nel totale delle due settimane di viaggio dobbiamo contare anche i giorni spesi per raggiungere la Normandia e rientrare in Italia… in auto) e la nostra posizione è piuttosto a est. Siamo costretti quindi ad escludere il Finistère e i suoi iconici fari. Ma anche la zona di Quimper e Concarneau ci sembra irraggiungibile, o meglio da lì il rientro a casa sarebbe davvero pesantissimo. Optiamo quindi per dedicarci al Golfo di Morbihan e dintorni negli ultimi due o tre giorni di vacanza.

Penso che nessun italiano abbia mai sentito nominare il Golfo di Morbihan, che in Bretone significa piccolo mare. Si tratta di un golfo protetto dall’oceano aperto e che ospita al suo interno più di 40 isole.

In questa parte della Bretagna, nel dipartimento di Morbihan appunto, ci si potrebbe intrattenere tranquillamente per una settimana: la penisola di Quiberon con le sue spiagge invita al relax, la città di Lorient svela tutto il fascino e il mistero della Compagnia delle Indie e delle sue rotte commerciali, per non parlare dell’isola Belle-Île-en-Mer che con un nome così non ha bisogno di presentazioni.

Neanche qui abbiamo potuto alloggiare sulla costa per carenza di alloggi e prezzi astronomici. Ma abbiamo trovato una bellissima sistemazione a 30 minuti dal mare, in una chambre d’hôtes con tanto di caprette (per la gioia dei bambini).

Nei nostri ultimi giorni quindi abbiamo visitato Port-Louis e il museo della Compagnia delle Indie, ospitato all’interno della Cittadella fortificata. C’è anche una piccola spiaggia molto carina per passare qualche ora di relax. Incredibile vedere gli scogli completamente ricoperti di ostriche! Per apprezzare il Golfo di Morbihan il modo migliore è senz’altro la crociera. Ce ne sono di diversa durata, con o senza sosta sulle due principali isole (Île-aux-Moines e Île-d’Arz). Noi ci siamo recati a Port-Blanc e da qui siamo salpati per un tour del golfo commentato però solo in francese. Quest’area della Bretagna è nota anche per la grande presenza di megaliti, e un pochino mi dispiaceva non vederne neanche uno… Ma eccomi presto accontentata: una delle isole ospita alcuni dolmen.

Infine non poteva mancare una visita alla cittadina di Vannes, anch’essa affacciata sul Golfo di Morbihan. Vannes è molto caratteristica, anche qui le case a graticcio sono ben rappresentate.

Le vie del centro a Vannes

L’arrivo di una perturbazione dopo 11 giorni di sole splendente ci ha spinto a terminare il nostro itinerario in Normandia e Bretagna, e a volgere l’auto verso il rientro a casa. Sono riuscita solo a convincere Matteo a fare una rapida sosta a Nantes, giusto il tempo di acquistare due tazze da Starbucks di cui faccio la collezione.

Viste le 15 ore di viaggio che ci separavano da casa, abbiamo pensato di spezzare il rientro su tre giorni e due notti, facendo una sosta a Limoges (dove abbiamo visitato il toccante village martyr di Oradour sur Glane) e nei pressi di Chambéry, località turistica d’oltralpe.

Nonostante abbiamo lasciato praticamente tutto al caso e deciso cosa vedere mentre eravamo già sul posto, devo dire che il nostro itinerario ideale in Normandia e Bretagna ci ha soddisfatti molto.

Itinerario Bretagna Normandia, consigli pratici

Vista la situazione sanitaria abbiamo preferito raggiungere la Normandia con la nostra auto.

Partendo da Mantova abbiamo spezzato circa a metà il viaggio di andata dormendo a Lyon, in un hotel fuori città ma davvero molto gradevole, il Novotel Lyon Bron Eurexpo.

Per oltrepassare il confine abbiamo dovuto attraversare il traforo del Frejus, il cui pedaggio è di 47 euro per le auto. Il pedaggio a/r scontato (57 euro) dura solo una settimana, quindi non abbiamo potuto usufruirne. È inoltre meglio verificare eventuali chiusure… Noi siamo passati il 2 agosto, e il traforo è stato chiuso il giorno seguente per una settimana!

Per quanto riguarda il ritorno partendo dalla Bretagna, il viaggio era più lungo dell’andata. Abbiamo quindi deciso di dividerlo con due pernottamenti. A questo punto non siamo stati costretti a scegliere la via più breve e abbiamo optato per una sosta a Limoges e una a Chambéry, sulle Alpi.

Volendo ridurre il rientro a un solo pernottamento, Clermont-Ferrand potrebbe essere una buona scelta.

Per quanto riguarda il costo del viaggio, un punto a favore e uno contrario: in Francia la benzina costa meno che in Italia, soprattutto nei distributori dei centri commerciali o dei grandi supermercati. Purtroppo l’ altra faccia della medaglia è che l’autostrada è carissima, eccetto per la Bretagna dove è gratuita. È evidente però che i francesi spendano molto bene il denaro: le strade sono immacolate, non ci sono buche, asfalto rovinato e tanto meno cantieri. Anche il traffico pesante è decisamente ridotto rispetto all’Italia, e questo aspetto rende molto meno stressante guidare in Francia che nel Belpaese. Anche quest’anno abbiamo utilizzato con soddisfazione il telepass europeo.

Un aspetto che ci ha colpito positivamente è che in Bretagna e Normandia il sole tramonta tardissimo: in agosto il crepuscolo è intorno alle 22. Ciò significa che le giornate sono davvero lunghe e si possono sfruttare anche le ore del dopocena per vedere qualcosa ( si mangia piuttosto presto… Musei e monumenti chiudono al massimo alle 18 quindi il “qualcosa” va cercato fuori).

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