Kuala Lumpur è la capitale della Malesia.
Ci arriviamo al termine del nostro viaggio per trascorrere qui gli ultimi 4 o 5 giorni. Inizialmente pensavo che sarebbero stati troppi, che ci saremmo annoiati e che avremmo finito con l’organizzare qualche gita fuori città. In realtà non è assolutamente stato così. Ci siamo presi il tempo necessario a goderci la città, i suoi centri commerciali, i parchi magnifici e anche la piscina a sfioro del nostro hotel.
Arriviamo a KL di sabato sera, dopo dieci giorni nella natura incontaminata del Borneo malese. Il ritorno a una metropoli (dopo aver visitato Istanbul e Singapore) non è stato così tremendo, anche perché a Kuala Lumpur funziona tutto alla perfezione. A parte il traffico veicolare, ovviamente.
Grazie al treno espresso che collega l’aeroporto con la city e poi un Grab raggiungiamo abbastanza velocemente il nostro alloggio: un magnifico appartamento al 39esimi piano di un grattacielo con vista su tutte le più belle torri della città: la KL Tower, la Merdeka Tower e le celeberrime Petronas Twin Towers, simbolo indiscusso della capitale.
Il grattacielo si chiama Platinum 2, e offre varie tipologie di alloggi gestiti da diversi operatori.
Dopo quattro giorni di “digiuno” a Semporna abbiamo un disperato bisogno di cucina italiana, quindi raggiungiamo velocemente il Gamberoni, un ottimo ristorante italiano.
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Cosa vedere a Kuala Lumpur: le Petronas Twin Towers

Passiamo la domenica mattina rilassandoci tra palestra e piscina e usciamo verso le 14. Abbiamo prenotato l’accesso alle Petronas Twin Towers alle 17,30 quindi ci fermiamo a pranzare con comodo in un ottimo locale Tex-Mex, il GraveBaby.
Purtroppo un forte temporale fa sfumare la nostra idea di visitare un po’ il KLCC Park prima di entrare alle torri. La visita alle Petronas è in perfetto orario e richiede circa un’ora, durante la quale si raggiunge il double deck bridge per una passeggiata a 172 metri da terra. Successivamente si raggiunge l’85esimo piano da dove è possibile affacciarsi alle vetrate.
Sotto le torri si sviluppa il Suria-KLCC Mall, un gigantesco centro commerciale dove passare un paio d’ore a gongolare davanti a vetrine extra lusso.
Per cena torniamo nella zona della sera precedente a mangiare tapas spagnole.
Cosa vedere a Kuala Lumpur: Chinatown


Prima di dirigerci a Chinatown ci fermiamo alla Kuala Lumpur Tower per una rapida visita che non ci lascia granché soddisfatti. Una volta raggiunta la vetta con un rapido ascensore, ci sono alcune possibili esperienze da fare, fra cui camminare all’esterno legati a una fune, o accede ad un terrazzo con pavimento in vetro. Noi ci siamo limitati all’ observation deck. É comunque uno dei simboli della città.
Partiamo alla volta di Chinatown e all’area di Merdeka square, il centro storico della capitale malese. Qui il confine fra il quartiere cinese e quello ricco di edifici coloniali è labile quanto affascinante. Dragoni e lanterne rosse lasciano piano piano spazio a grandi case chiare con infissi in legno scuro, dalla confusione dei banchetti di street food al silenzio british style.
Consiglio di accedere ad almeno un tempio cinese e di visitare il mercato coperto: si trovano molti souvenir ad ottimi prezzi.
Cosa vedere a Kuala Lumpur: le Batu Caves



Le Batu Caves, altra tappa imperdibile a Kuala Lumpur, ci occupano quasi tutta la terza giornata. Raggiungerle dal centro richiede ben più di un’ora.
Si possono utilizzare i mezzi pubblici oppure Grab, ma visto il traffico perennemente congestionato della città lo sconsiglio.
Noi abbiamo preso il treno, che porta praticamente all’ingresso delle grotte. Attenzione però: non sono molto frequenti, e sia all’andata che al ritorno ce n’è circa uno ogni ora.
Le Batu Caves sono grotte che ospitano vari templi indù, quindi molto colorati e pittoreschi, al limite del grottesco (vedi Ramayana Cave ad esempio, che sembra Gardaland). La grotta principale e più famosa è quella che si raggiunge grazie a una lunghissima scalinata colorata. All’interno l’ambiente è surreale: templi e scimmie che cercheranno di rubarvi tutto ciò che avete in mano.
All’esterno delle grotte ci sono molte bancarelle che servono vari tipi di snack e cibi, compresa frutta fresca e succosissima.
Terminiamo la giornata rilassandoci nella piscina dell’hotel e godendoci il tramonto.
Per cena ci dirigiamo in un’altra area della movida di Kuala Lumpur: Jalan Alor
Il nostro scopo principale è la pizza di Ciccio Bar Pizzeria, e subito dopo andiamo a saturarci i sensi lungo le strade che brulicano di locali notturni, birrerie (se volete vedere una partita di calcio in tv, qui ci sono i posti giusti), massaggiatrici che richiamano i clienti dalla strada, bancarelle di ogni tipo immaginabile di street food.
Cosa vedere a Kuala Lumpur: il quartiere di Little India



Il quarto giorno ci dirigiamo verso Little India in the Brickfields, il quartiere indiano della città. Si raggiunge comodamente con la metro e, sebbene sia un po’ dispersivo e meno caratteristico di Chinatown, consiglio comunque di vederlo.
Il nome Brickfield deriva dal fatto che quest’area era occupata da fabbriche di mattoni.
La strada principale ci conduce pian piano nell’atmosfera indiana, dapprima con pochi negozi, e poi con la presenza sempre più evidente di templi, fontane, gioiellerie tipiche e ristoranti eccezionali.
Se arriverete fino a qui, concedetevi un pasto in un vero ristorante indiano: noi abbiamo assaggiato il piattto tipico servito su una grande foglia di banana, davvero molto folkloristico, oltre che buono ed estremamente economico.
Kuala Lumpur, un po’ di shopping nei centri commerciali
La nostra permanenza in Malesia volge a termine: dopo il check out , trascorriamo la nostra ultima giornata visitando un paio di centri commerciali. In uno in particolare troviamo un luna park con il più grande roller coaster al chiuso, e ovviamente i ragazzi non si tirano indietro davanti a un paio d’ore qui. Un po’ di shopping ed è già ora di raggiungere l’aeroporto per il nostro rientro in Italia.
