Un itinerario di tre settimane creato su misura: uno stop over a Istanbul, tre giorni fra i grattacieli e il lusso di Singapore per poi volare nel Borneo malese fra escursioni nella foresta e barriere coralline incredibili. Infine cinque giorni fra Kuala Lumpur e dintorni.
Come ogni itinerario di casa nostra, anche questo nasce un po’ a caso. Voli a orari molto buoni, prezzi accettabili e un’ottima compagnia aerea. Così decidiamo che per l’estate 2025 la nostra meta sarà la Malesia, visitando principalmente Singapore e lo Stato del Sabah nel Borneo malese.
Grazie a Turkish Airlines e alla sua proposta di stopover, aggiungiamo anche una breve sosta a Istanbul durante il viaggio di andata.
in totale il nostro itinerario dura tre settimane.
Table of Contents
Stopover a Istanbul
Nella città dei due Continenti, a metà fra Europa e Asia, facciamo uno stopover di due notti: una offerta da Turkish Airlines nell’ambito del loro programma stopover per visitare la città e una aggiunta da noi ma a prezzo convenzionato per i clienti della compagnia aerea.
Alloggiamo all’Hotel Grand Yavuz, a soli 10 minuti a piedi da piazza Sultanhamet.
Abbiamo un’intera giornata per visitare Istanbul più qualche ora la mattina successiva. Ci concentriamo sugli highlights della città, come le moschee più famose, i quartieri di Balat, Beyoğlu e Ortaköy. Non può mancare un giretto al Gran Bazar e al Bazar delle spezie.




Next stop: Singapore
Dopo un volo di quasi 11 ore arriviamo finalmente a Singapore. Sbrighiamo molto rapidamente le formalità doganali (tutto automatizzato e in autonomia: tornelli dotati di scanner analizzano il passaporto, controllano la registrazione e rilevano il viso di ogni passeggero in entrata. L’operatore interviene solo in caso di difficoltà), ritiriamo i bagagli e ci dirigiamo subito verso Jewel, la zona tematica dell’aeroporto Changi.
È qui che si trova la celeberrima Rain Vortex, la cascata alta 40 metri e circondata da una lussureggiante serra tropicale. Al piano superiore ci sono attrazioni come Canopy Park, la Walking Net e molto altro.
L’aeroporto è dotato inoltre di un vero Mall multipiano in cui eventualmente fare acquisti o mangiare.
Con la metro raggiungiamo facilmente il nostro hotel in Orchard Road ( YMCA One Orchard, bella posizione, bella palestra, piscina sul roof top, pulizia impeccabile ma bruttino)
A Singapore visitiamo gli storici quartieri di Chinatown e Little India con i loro templi multicolore, l’area dei Gardens by the Bay che sorge alle spalle all’edificio più noto di Singapore, il Marina Bay Sand. Al di là della baia si intravede invece il vero simbolo di Singapore: il Merlion, animale metà leone e metà marlin che sembra fare la guardia a protezione della città-Stato.




Non mancano l’ottimo street food di Lau Pa Sat e il divertimento notturno a Clark Quai.
Tre giorni passano in fretta, sicuramente un giorno in più ci avrebbe permesso di visitare anche Sentosa Island (che non era una nostra priorità) e la zona orientale e meno battuta di Singapore.
Borneo: giungla selvaggia e isole coralline
Un volo Malaysian Airlines di alcune ore (più scalo a Kuala Lumpur) ci porta fino a Sandakan.
Sì, il nome è familiare, e sembra che Salgari si sia ispirato proprio al nome di questa città quando ha creato il personaggio di Sandokan.
In Borneo ci fermiamo 9 giorni, di cui due nell’area di Sepilok per visitare l’Orang Utan Rehabilitation Centre ( orario di apertura 9-12 e 14-16) il Bornean Sunbear Conservation Centre (orario di apertura 9-15,30) e il Rainforest Discovery Park.
I primi due sono adiacenti e si possono visitare nella stessa giornata.
Il momento migliore per accedere al Sepilok Orang Utan Rehabilitation Center è sicuramente durante l’ora dei pasti: alle 10 del mattino e alle 15. Il centro consiglia di accedere circa 30 minuti prima in modo da raggiungere per tempo la piattaforma da cui osservare gli oranghi che si avvicinano per il pasto.
Il Rainforest Discovery Center richiede invece una corsa in taxi o Grab, e può essere visitato sia di giorno sia dopo il tramonto. In questo caso la visita sarà guidata da un ranger e sarà orientata alla ricerca di animali notturni.
Da Sepilok ci trasferiamo sulle rive del selvaggio fiume Kinabatang dove ci fermiamo altre due notti.
Le attività qui sono essenzialmente uscite in barca per avvistare la fauna locale, ma anche passeggiate notturne nella foresta circostante.
Generalmente gli alloggi qui sono organizzati tutti allo stesso modo: due o tre uscite in barca al giorno della durata di due o tre ore l’una, e il resto del tempo relax.
Noi alloggiamo in una pensione a gestione famigliare condotta dalla bravissima Adira, si chiama Sukau Sandipau Homestay e si può prenotare direttamente su Booking. I bungalow sono molto spartani e basici. I punti di forza di questo alloggio sono la tranquillità, la cucina ottima, le escursioni con una piccola barca (quindi niente confusione).
Lungo il fiume Kinabatang è possibile osservare, con un po’ di fortuna, tutti e cinque i “big five” del Borneo: elefante pigmeo, orang utan, coccodrillo, scimmia dalla proboscide e bucero rihnocerus.
Un nuovo lungo transfer in bus ci porta a Semporna, sulla costa del mar di Celebes, dove trascorriamo gli ultimi quattro giorni su una palafitta in mezzo al mare, la Sky Water Villas.
Location incredibile e suggestiva, passiamo le giornate fra gite in barca alle isole circostanti (Bohei Dulang, Timba Timba, Mantabuan tante per citarne alcune) o nuotando attorno alla barriera corallina intorno alle nostre open water villas. Peccato per la cucina davvero pessima. La clientela è quasi totalmente cinese e i pasti sono preparati secondo il loro palato. Per noi europei c’è davvero poca scelta.





Last call for Kuala Lumpur
Arriviamo all’aeroporto di Kuala Lumpur nel tardo pomeriggio di sabato, e con il treno e poi Grab raggiungiamo facilmente il centro e il nostro appartamento nel grattacielo Platinum (che consigliamo sia per tipo di alloggio sia per la posizione). Per cena raggiungiamo una zona che di sabato sera è in piena movida, con molti ristoranti e locali notturni. Noi siamo qui per una sola ragione: l’Osteria Gamberoni! Dopo due settimane di cucina malese/cinese abbiamo decisamente bisogno di una pizza!
Ci fermiamo a KL per gli ultimi cinque giorni del nostro viaggio…qualcuno dirà che sono troppi, ma noi abbiamo bisogno anche un po’ di riposare dopo tanti spostamenti, e di goderci la città con calma.
Passiamo quindi un paio di mezze giornate nella infinity pool del nostro grattacielo, con una vista incredibile sullo skyline.
Visitiamo anche diversi centri commerciali, qui sembra un’attività molto alla moda: Pavillion e Suria KLCC per menzionare i più grandi. I mall di qui sono enormi, dedali di gallerie e scale mobili in cui non perdersi è praticamente impossibile. In genere il ground floor è dedicato a brand di lusso, ma ai piani superiori ci sono anche catene più accessibili, sia locali che internazionali.
Per quanto riguarda invece i quartieri, visitiamo una caotica Chinatown (niente a che vedere con quella ordinata e precisina di Singapore!), Little India on Bricksfield, Bukit Bitang con lo spettacolare street food di Jalan Alor e la movida notturna.
Non mancano ovviamente le Petronas Twin Towers e la Menara Tower. Non possiamo salire invece sulla Merdeka Tower (l’edificio più alto di KL con i suoi 631 metri) poiché l’observation deck non è ancora stato inaugurato.





Insomma cinque giorni così volano, e per noi è già ora di tornare a casa…
Informazioni utili
Fuso orario
Dall’Italia a Istanbul le lancette dell’orologio vanno portate avanti di un’ora.
Sei sono invece le ore di fuso fra Italia e Malesia.
Prese elettriche
A Istanbul abbiamo trovato le prese europee quindi non abbiamo usato adattatori.
A Singapore si utilizza la presa a due linguette, in Malesia quella a tre. Meglio portarle da casa, anche se in effetti a Sandakan (Borneo) l’abbiamo trovata molto rapidamente e pagata pochi centesimi.
Cash or credit card?
A Istanbul e Singapore abbiamo pagato tutto con la carta di credito, senza quindi cambiare moneta locale.
Nel Borneo malese la situazione è diversa: il POS è quasi introvabile, quindi i contanti in moneta locale (rinngit malese, sigla MYR) sono indispensabili. Gli uffici Exchange chiudono molto presto (alle 16) ma è sempre possibile prelevare ai vari ATM, che comunque non sono così frequenti! Negli aeroporti però sono sempre disponibili.
