IL PAESE FANTASMA ORADOUR-SUR-GLANE: LA STORIA DI UN MASSACRO

by cristianafranzini
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Un paese fantasma, dove il tempo si è fermato in un giorno d’estate: il giorno del massacro dei suoi abitanti.

La strada che porta a Oradour sur Glane è bucolica. Attraversa pascoli e campi coltivati, che ora sono gialli per il grano appena mietuto. Alberi alti costeggiano la carreggiata e creano un corridoio verde e rigoglioso, rilassante, che regala la sensazione di andare in un bel posto.

Abbiamo scoperto la storia del paese fantasma di Oradour sur Glane per caso, cercando su Google Map la strada migliore per arrivare a Limoges, rientrando dal nostro itinerario in Bretagna e Normandia. Leggere la parola massacro sulla cartina geografica mi ha lasciato perplessa: ho pensato a un errore di traduzione, in fin dei conti ne abbiamo incontrati diversi durante il nostro viaggio in Francia.

Ma questo no. Qui un massacro c’è stato davvero, il 10 giugno 1944.

Il massacro di Oradour sur Glane

Oradour sur Glane si trova nella regione Nuova Aquitania, nella Francia Centrale. Oggi è un borgo di poche migliaia di abitanti che però non ha dimenticato i fatti tragici di quel giorno lontano: lo sterminio di 642 persone fra uomini, donne e bambini.

Erano passati solo quattro giorni dallo Sbarco in Normandia degli Alleati, e i partigiani francesi  facevano tutto il possibile per ostacolare i Nazisti che cercavano di raggiungere il nord. Compreso uccidere un ufficiale tedesco.

La notizia non tarda a diffondersi fra le truppe naziste. Qualcuno decide che ci vuole il pugno di ferro per spegnere la resistenza francese. La 2° Divisione Corazzata SS Das Reich si trova casualmente nei pressi di Oradour-sur-Glane, e i civili che vi abitano diventano il nemico da annientare, per rappresaglia.

Sì perché è così che si definisce questo tipo di attacco: rappresaglia. Vale a dire che i nazisti avevano un motivo per agire con tale ferocia: vendicare la morte di un ufficiale.

Il paese fantasma

A Oradour sur Glane il tempo si è fermato quel 10 giugno 1944. Tutto è rimasto come allora: un cumulo di macerie.

Le strade sono fiancheggiate da quelle che dovevano essere case e botteghe: il barbiere, il fornaio, il meccanico. C’erano perfino un ristorante e un hotel. Sui muri anneriti dal fumo sono state applicate delle targhe con i nomi dei commercianti e degli abitanti.

Le targhe e le lapidi sono le uniche cose che sono state aggiunte dopo. Un dopo che non c’è stato per 642 persone che vivevano qui.

Seicentoquarantadue.

Seicentoquarantadue civili per 1 ufficiale.

Percorrendo le poche vie di questo piccolo borgo è impossibile non immaginare le vite spezzate in una calda giornata d’estate, pensare a cosa stessero facendo quando i nazisti bussarono alle loro porte.

Le macchine da cucire sono ancora lì che rammendano abiti sdruciti, le auto parcheggiate in garage, le biciclette dei ragazzini appena tornati da scuola gettate contro il muro.

Sono le due del pomeriggio quando le SS Das Reich entrano a Oradour sur Glane, e nel giro di tre ore si compie il massacro.

I luoghi del supplizio

Diverse lapidi ricordano i punti esatti in cui i cittadini di Oradour sur Glane vengono trucidati.

Il 10 giugno circa 200 Waffen SS partono intorno alle 13. Le truppe si avvicinano alla città e gli uomini ricevono l’ ordine. L’ambito delle esecuzioni è delimitato. Quando i primi veicoli entrano a Oradour, la città è già metodicamente circondata. Gli abitanti vengono sistematicamente richiamati all’interno del paese e raccolti nella piazza, con la scusa di un controllo dei documenti: viene dato l’ordine di fucilare chi non esegue. Ma ben presto gli uomini vengono separati dalle donne e dai bambini.

I primi vengono divisi in gruppi e chiusi nei fienili, nei garage o nelle case. Cadono sotto i colpi delle mitragliatrici e poi dati alle fiamme.

Donne e bambini, madri con i loro figli in braccio, vengono invece stipati nella piccola chiesa. Sono in 400 a morire asfissiati sotto le macerie dell’edificio riempito di esplosivo e poi dato alle fiamme. C’è anche una donna italiana, Lucia Zoccarato, con sette dei suoi nove figli. Nessuno di loro sopravvive.

Alla fine della carneficina l’intero paese di Oradour sur Glane viene bruciato nel tentativo di cancellare le tracce del massacro. Due giorni dopo, le SS torneranno per scavare due enormi fosse comuni dove nascondere i resti dei cadaveri.

Ancora non sanno che ci sono 6 sopravvissuti: una ragazza fuggita dalla chiesa e cinque uomini riusciti a liberarsi da un garage in fiamme. Grazie alle loro testimonianze, nel 1953 il Tribunale Militare di Bordeaux condannerà una ventina di imputati fra ufficiali e soldati semplici: 2 alla pena di morte, 12 ai lavori forzati e gli altri a pene detentive. Ma il sollievo dei parenti delle vittime dura ben poco: un’amnistia li rimetterà tutti in libertà.

Muovendosi lungo le strade del paese fantasma sono riconoscibili la chiesa, la piazza e tanti altri edifici. Il cimitero ospita molte delle tombe delle vittime, oltre a un monumento commemorativo.

massacro oradour sur glane
La chiesa dove morirono 193 bambini e le loro madri
massacro oradour sur glane

Cosa vedere nel paese fantasma di Oradour sur Glane

Quindi cosa vedere a Oradour sur Glane? Oltre ai resti del paese fantasma c’è il museo del Centro della Memoria, che raccoglie testimonianze dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime. Molto toccante la Galleria dei Visi: si tratta di un breve corridoio le cui pareti sono ricoperte dalle fotografie dei caduti, per dare un nome e un volto a quei seicentoquarantadue. 

Il Centro della Memoria è aperto 7 giorni su 7 dal 1 febbraio al 15 dicembre. Gli orari sono i seguenti:

Febbraio, 1 novembre-15 dicembre: 9-16

1 marzo-15 maggio, 16 settembre-31 ottobre: 9-17

16 maggio-15 settembre: 9-18

Chiusura del sito un’ora dopo l’ultimo accesso

Chiusura annuale dal 16 dicembre al 31 gennaio.

Le rovine del paese annientato sono visitabili gratuitamente ma sempre secondo gli orari di apertura del centro. La mostra permanente “Comprendere Oradour” ha un biglietto di ingresso di 7,80 per gli adulti, 5,20 ridotto da 10 a 18 anni (gratuito sotto i 10 anni).

Secondo noi è uno di quei luoghi che “vale il viaggio” anche solo per chi si trova qui di passaggio, come noi. La visita di Oradour sur Glane richiede almeno due ore.

Qui degli uomini commisero ai danni delle loro madri e di tutte le donne la più grave delle ingiurie: non risparmiarono i bambini.

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